martedì 5 aprile 2011

Inversione formula: step 2

Quando la tipizzazione linfocitaria in caso di inversione della formula non consente di stabilire la causa della linfocitosi (Immunofenotipo di base (CD 3 - CD 4 - CD 8 - CD 3 DR - CD 16 - CD 19. CD 5 - CD 10 - CD 20 - CD 23 - CD 38 - CD 56 - Catene leggere di superficie Kappa e Lambda) è consigliabile allargare lo spettro delle ricerca con questi  ulteriori esami :

Ves
Beta 2 microglobulina
LDH (Lattato deidrogenasi)
PCR (proteina C reattiva)
FR (Fattore Reumatoide)
ANA (Anticorpi anti nucleo)
Anticorpi anti DNA nativo
Anticorpi anti recettori TSH
Anticorpi anti tireoglobulina
Protidogramma + Proteine totali
Proteinuria di Bence Jones
Immunofissazione
Epatite C anticorpi (HCV)
Epatite B Hbs Ag Ag. (HBV)
Anticorpi anti Hiv 1 - 2

venerdì 1 aprile 2011

Idrocele. Chirurgia urologica : 2 casi clinici del 1736

Caso I
A.B. in età d'anni 44. Uomo robusto e che in tutta la sua vita non aveva avuto alcuna infermità, si pose nelle mie mani per essere medicato da un idrocele che aveva nel lato sinistro dello scroto.
Dicembre 1733: vuotai l'acque con un taglio della lunghezza d'incirca quattro pollici, che feci attraverso i tegumenti. La sera l'infermo ebbe la febbre, e non dormì. Lo scroto e il testicolo da quella parte incominciò ad infiammarsi, e le arterie capillari dilatandosi, mandarono fuori molto sangue. Di più fu sorpreso da violento dolore nel dorso, ma un sospensorio che si pose allo scroto, lo diminuì considerevolmente. 
Dallì 3 fino ai 7 fu sempre in uno stato molto pericoloso, dopo di che la febbre passò alla crisi con la suppurazione della piaga, e al testicolo. 
Dai 7 fino ai 14. L'infermo ogni giorno riprese forze, ma lo scolo della materia che proveniva dal testicolo, accrescendosi, e il seno allora penetrando profondamente verso lo spartimento dello scroto, pensai d'aprile il corpo del testicolo in tutta la lunghezza dell'ascesso.
Dopo li 24, la suppurazione diminuì in un modo meraviglioso; talmente che in sei giorni, la superficie della maggior parte del testicolo s'univa collo scroto e non restava che una piaga superficiale che fu interamente cicatrizata il 10 gennaio 1734.
Li 31 marzo 1734 cotesto uomo continuava a godere perfetta sanità.
Caso II
A.C. d'anni 37 e d'un ottimo temperamento, ebbe un tumore a un lato dello scroto, il quale continuando a crescere per sei anni, si addrizzò ad un chirurgo il quale applicò un piccolo caustico sopra la parte superiore del tumore; ed avendo aperta l'escara, cavò quasi oncie quarantasei d'acqua; ma l'infermità essendo ritornata poco dopo la prima operazione, io intrapresi la cura radicativa. 
Li 15 dicembre 1736. applicai sopra la parte anteriore e superiore dello scroto un caustico di circa sei pollici di lunghezza e d'un pollice di larghezza.
Li 16 dicembre avendo fatta una piccola apertura attraverso l'escara, cavai più d'oncie trenta d'acqua.
Dai 17 fino ai 24 l'infermo travagliò sempre molto, non solo nella parte offesa, ma ancora nel dorso, e nei lombi e dormiva pochissimo.  Lo scroto in tal sito estremamente si infiammò, e si rese grosso, e la febbre sintomatica si fè violentissima, senza che la piaga desse verun segno di suppurazione.
La sera dei 24 l'infermo si ritrovò un poco meglio, e continuò ad andar meglio fino alli 29. che l'escara si separò. Ma la piaga aveva sempre cattiva apparenza, e non comparivano fiocchi di carne nella superficie. Dopo li 29 dicembre fino ai 5 gennaio restò nel medesimo stato.Dai 5 fino ai 13 il tumore, ed il dolore s'accrebbero alquanto, e la notte dei 13 l'infermo fu attaccato da un accesso di febbre  che ritornò ancora due volte, e ciò di due in due giorni. 
Dallì 17 fino alli 26 avendo cessato la febbre incominciò ad andare molto meglio, essendosi aperti in quello tempo due ascessi nello scroto.
Verso li 2 febbraio cessò interamente il dolore, si diminuì molto il tumore, e sì ammollì la durezza. La piaga cicatrizzò in assai pochi giorni, e li 24 febbraio lo lasciai in perfetta salute. Come nei casi precedenti fu in pericolo la vita degli infermi, volli adoprare il seguente rimedio, avendo inteso dire che era stato utile ad altri.
Tratto da: Manuale di Terapia chirurgica 1751.Collezione personale.

Il sapere degli sciamani Indios dell'America Centrale

Ognuno di noi nasce con 8 punti che rappresentano la totalità dell'io; questi sono la Ragione ed il Parlare, collocati a livello della testa e conosciuti da tutti. Il Sentire, il terzo punto, è collocato a livello dello sterno sulla sua parte inferiore; è più vago, ma comunque familiare. Il Sognare, collocato sul fianco destro, il Vedere, sul fianco sinistro e la Volontà, sotto l'ombelico, sono pienamente conosciuti solo dagli stregoni. Esistono infine altri due punti più esterni: il Tonal ed il Nagual (di cui si parlerà alla fine e di esclusiva pertinenza degli uomini del sapere). 

Per il raggiungimento del Nagual, prerogativa esclusiva degli sciamani dotati di sufficiente potere personale, è necessario apprendere e porre in essere delle tecniche particolari. E' inanzi tutto fondamentale che il guerriero sia sufficentemente dotato di forza e di temperanza; per questi infatti, a differenza dell'uomo normale, ogni cosa, situazione della vita è vista come una sfida, mentre per l'uomo comune, ogni accadimento è esclusivamente  interpretato come una benedizione o una maledizione.
Le situazioni inconsuete o problematiche  dell'esistenza umana possono cioè essere rifiutate dall'uomo, per il quale "nulla è accaduto" ed è questo l'atteggiamento tipico del soggetto  bigotto; possono essere accettate nella loro totalità e per il loro valore apparente ed è questo l'atteggiamento dell'uomo pio. L'uomo può essere inoltre ossessionato da questi accadimenti; le cose possono non essere accettate né rifiutare ed è questo l'atteggiamento del pazzo. Per il guerriero invece, in ogni caso, le cose sono accettate  senza accettazione  e rifiutate senza rifiuto. In aiuto per il raggiungimento del nagual giungono due tecniche: l'interruzione dello sguardo interno, ossia del dialogo interno ed il sogno.
La prima si prefigge di cancellare la storia personale della persona  mendiante la perdita della propria presunzione, l'assunzione di responsabilità e l'utilizzo della morte come consigliere. Questo produce un cambiamento  in cui non viene in realtà cancellato alcunché , ma viene mutato l'uso assegnato a quel determinato elemento. Se un soggetto è ad esempio autocommiserevole, questa caratteristica  verrà in tal modo spostata ad un livello inferiore dell'agire e della coscienza. In tal modo non sarà più dominante anche se  resterà sempre sullo sfondo, ma senza essere utilizzata. Il sogno ha a sua volta tre tecniche per essere efficace ed  indotto: queste sono l'andatura del potere, l'interruzione delle abitudini della vita e il non fare. Quest'ultimo si attua mediante l'osservazione, ad esempio, di una pianta nel deserto, focalizzando la propria attenzione sulla sua ombra. Focalizzare durante il sogno un particolare d'interesse può essere garantito dall'osservarsi le mani ogni qual volta questo stesso  tenda a divenire meno nitido, rinvigorendo in tal modo la visione. Concentrare inoltre lo sguardo in un punto appena sopra la linea dell'orizzonte, consentirà di avere una visione circostante a 180°. Il passaggio Tonal-Nagual, può essere inoltre innescato dalle piante del potere, allucinogene (Peyote); con questo sistema però viene minacciato il Tonal e l'apprendista, sotto il loro effetto, considera secondario il  proprio  apprendimento. Per tale motivo ed in tali circostanze, è necessario l'intervento di un Degno Avversario, ossia un individuo, conoscitore delle tecniche suddette, che aiuta il soggetto a proseguire sulla via del sapere.


Tutti questi elementi-aiuto rendono evidente al guerriero l'incapacità di abbracciare ogni cosa con la semplice e pura ragione; così il soggetto è indotto a raccogliere ciò che  trova intorno a se. Ed intorno a se vi è l'immagine del mondo, raffigurabile con una bolla: la bolla della percezione degli esseri umani. Non esiste solo la bolla della percezione, della ragione, ma anche quella della volontà. La bolla della ragione è il TONAL, la persona sociale, l'organizzazione del mondo che protegge il nostro essere. E' tutto ciò che noi siamo  e tutto ciò a cui è possibile dare un nome. Lo stregone per giungere al NAGUAL deve fare in modo di trasferire tutto il TONAL in una metà della bolla; in questo modo rendera a sè evidente l'altra metà. Il NAGUAL o la volontà è al servizio del guerriero; di esso se ne può essere testimoni, ma non esitono parole per descriverlo. Il Nagual a volte affiora, ma il Tonal fa di tutto per renderlo non evidente ai nostri occhi. Esso è la parte di noi con cui non comunichiamo mai e con cui non abbiamo mai nulla a che fare. Non ci sono, come detto, parole per descriverlo, nomi, sensazioni, sapere.Esso si trova tutto intorno al tonal. Colui che è in grado di raggiungerlo, sarà in grado di cose straordinarie, di attraversare lo spazio ed il tempo. 


La via alla metà della bolla della nostra percezione, il NAGUAL, è aperta dal Benefattore, colui che ci aiuta in questo compito estremo nella conoscienza. Nel Nagual gli esseri fluttuano come scialuppe, pacificamente inalterate e per sempre. Talvolta la colla della vita fa in modo che alcune di queste sensazioni-entità si avvicinino le une alle altre e si fondano costituendo l'essere umano che transita nel Tonal e ivi permane dalla nascita alla morte, inconsapevole della sua origine e del suo destino.