Etnopsichiatria: disciplina che studia gli aspetti particolari assunti dalla patologia mentale nei vari gruppi etnici e l'atteggiamento dei diversi ambienti nei confronti delle manifestazioni psicopatologiche e del loro comportamento. Si occupa delle connessioni tra psicopatologia e cultura e delle differenze tra cultura e cultura. Secondo Tobie Nathan (uno degli autori più importanti), "la cultura è una struttura specifica di origine esterna (sociale) che contiene e rende possibile il funzionamento dell'apparato psichico", ovvero "un sistema che contribuisce alla costruzione del mondo di una persona e la garantisce dalle sue crisi di presenza". In questo ambito, la patologia mentale si sviluppa o è classificata tale quando ciò che il soggetto vive, sente, non è in sintonia con il contesto entro cui egli vive.
Il Wendigo (Windigo, Weendigo, Windago, Windiga, Witiko, Wihtikow) è una creatura che compare nella mitologia dei nativi Americani del nord: gli Algonquian, in particolare gli Ojibwa/Saulteaux, i Cree e gli Innu/Naskapi). Gli indiani Algonquin hanno vissuto prevalentemente nella parte nord-orientale dell'America; il loro territorio si estendeva dall'ovest della costa atlantica al fiume Mississippi, in direzione sud verso l'attuale Tennessee e Virginia e verso nord in direzione della baia di Hudson e l'odierno Canada. Alcune tribù di Algonquin, come il Arapaho e Cheyenne, vivevano nelle pianure, un'altra, chiamata il Blackfoot, si era stabilita ad ovest sulle montagne rocciose. Erano spesso in guerra l'uno con l'altro e sui nemici vinti infierivano rimuovendo loro lo scalpo.
Territori in cui vivono gli Algonquian
Il Wendigo è uno spirito maligno e cannibale di corporatura gigantesca, in cui gli esseri umani si possono trasformare o che esso stesso può possedere generalmente durante un sogno, nel caso in cui i primi si dedichino alla pratica del cannibalismo in particolari momenti di difficoltà legati al clima rigido e le scarse risorse alimentari disponibili.Il cannibalismo è ritenuto tabù da questi popoli e ciò ha indotto gli Algonquian a preferire il suicidio o la morte per fame piuttosto che rendersene complici o esecutori materiali; come tale questo mito può essere considerato un deterrente nei confronti di questa pratica. Tra gli Indiani Assiniboine, Cree e Ojibwa, durante i periodi di carestia, era in uso eseguire una danza cerimoniale finalizzata a rafforzare il tabù per il cannibalismo, evocando lo spettro della trasformazione in Wendigo. Questa danza denominata wiindigookaazhimowin in Ojibwe, viene tuttora appresentata nell’ambito delle attività cerimoniali dell’ultimo giorno della danza del sole e comporta l’utilizzo di una maschera con la quale si balla al ritmo del tamburo. L’ultima cerimonia effettuata negli Stati Uniti ha avuto come teatro il Leech Lake nella riserva indiana nel nord dello stato del Minnesota.
Anche se esistono descrizioni alquanto varie di questo essere soprannaturale, di grande potere spirituale, tutte queste sono intimamente associate ai periodi di carestia tipiche del rigido inverno del nord del Canada e degli Stati Uniti. Allo stesso modo i Wendogos sono l’incarnazione della gola, dell’avarizia e dell’eccesso mai pago; infatti una volta sopraffatta ed uccisa una vittima, questi devono ricercarne subito un'altra. La creatura viene così descritta da uno studioso dell'Ontario, Basilio Johnston, della tribù degli Ojibwa: "il Wendigo ha una figura scarna, magra e la pelle è tesa tale da poter visualizzare le ossa sottostanti. La sua carnagione ha il colore grigio della morte, gli occhi profondi; sembra uno scheletro riesumato dalla sua tomba. Ha le labbra lacerate e sanguinanti, il corpo con le carni suppurate e che emana un odore strano ed inquietante di decomposizione".
La Psicosi Wendigo è un disturbo legato alla cultura e determina un intenso desiderio di cibarsi di carne umana ed una altrettanto acuto terrore di trasformarsi in un cannibale; questo deve essere necessariamente associato a disponibilità d'altre risorse alimentari alternative. I soggetti che ne sono colpiti generalmente sono consapevoli di ciò che gli sta accadendo e prima d'attuare tale pratica, richiedono la morte ai membri della loro tribù. La strategia più comunemente utilizzata per far fronte a tale evenienza è il ricorso a tentativi di guarigione posti in essere da stregoni nativi o in un secondo momento, da medici occidentali. Nei rari casi in cui questi soggetti non rispondevano alla terapia, iniziando a manifestare atteggiamenti aggressivi, violenti ed anti sociali, venivano uccisi. Uno dei più famosi Wendigos della storia era originario dello Stato Canadese dell’Alberta; il suo nome era Swift Runner, della tribù dei Plains Cree.
Questi aborigeni costituiscono una larga percentuale della popolazione dei nativi americani delle province Prairie ed vivevano nelle praterie cacciando bufali. Il nome Cree deriva da una parola francese, Kristinaux, abbreviato in Kri. Durante l’inverno del 1878, egli e la sua famiglia stavano morendo di fame e di stenti; il figlio maggiore era già deceduto per tale motivo. Il primo centro abitato in cui era possibile rifornirsi di cibo era a circa 25 chilometri; ciò nonostante egli uccise la moglie e i restanti figli e si cibò delle loro carni. Fu stabilito che proprio in virtù della possibilità di rifornimento di generi alimentari tutto sommato agevole, quello di Swift Runner non poteva essere inserito tra gli episodi di cannibalismo puro, ossia come ultima risorsa per non morire di fame; per questo fu catturato e giustiziato a Fort Saskatchewan. Diverso il caso di Jack Fiddler, capo della tribù degli Oji-Cree e sciamano conosciuto per i suoi poteri nello sconfiggere i Wendigos; egli uccise alcuni soggetti affetti da questa psicosi. Fu arrestato ed incarcerato assieme a suo fratello e morì dopo pochi giorni in carcere. Psicologi, Etnografi e Antropologi che si sono occupati di questo fenomeno, si sono confrontati e scontrati sulle diverse ipotesi riguardante le genesi e soprattutto la veridicità di tali racconti; secondo alcuni sono puro frutto di fantasia, mentre secondo altri esistono delle prove che tale manifestazione sia un fenomeno storico fattuale. La frequenza di tali episodi si è gradualmente ridotta nel corso del 20 esimo secolo, nel momento in cui questi soggetti sono venuti più in intimo contatto con gli occidentali, abbandonando gli stili di vita tipicamente rurali di un tempo.

































