Si sono potute evidenziare le progressive modificazioni che subisce il corpo calloso del cervello nelle persone colpite da forme iniziali di demenza (Mild Cognitive Impairment o MCI) e successivamente da Alzheimer di grado lieve.
Il corpo calloso è il fascio di sostanza bianca più grande presente nel cervello umano e le fibre che lo compongono collegano formazioni corticali dei due emisferi per lo più omologhe, cioè con la stessa funzione. Nei cervelli che albergano una malattia di Alzheimer, anche se in fase molto precoce, il volume dell'ippocampo è spiccatamente ridotto rispetto ad anziani sani.
Corpo calloso in un individuo sano
I risultati scientifici scaturiti da questa ricerca potranno avere una ricaduta in ambito clinico, poiché offrono la possibilità di avvalersi dell’osservazione del corpo calloso come di un “biomarker” del cambiamento cerebrale che avviene durante tutto lo sviluppo dell’Alzheimer: dalla fase preclinica (la MCI) a quella di demenza di grado lieve, fino a quella di grado più severo.
A sx rmn in Alzheimer; a dx normale.
In particolare, lo studio ha messo in evidenza una precoce modificazione delle porzioni anteriori del corpo calloso nei pazienti con MCI amnesico: questi soggetti presentano, generalmente, una compromissione lieve della memoria, associata o meno a quella di un’altra funzione cognitiva, ma sempre senza compromissione globale e con conservazione della capacità di condurre le attività della vita quotidiana. Quando tale patologia evolve in malattia di Alzheimer di grado lieve, avvengono modificazioni anche nelle porzioni posteriori del corpo calloso. A questo cambiamento sembrano contribuire due meccanismi: il processo di retrogenesi e la degenerazione Walleriana.
La degenerazione Walleriana invece colpisce secondariamente la sostanza bianca e si manifesta soprattutto nelle regioni posteriori del corpo calloso. In tale processo la degenerazione delle fibre sarebbe secondaria alla morte dei neuroni presenti nella corteccia cerebrale. Quindi, ad una atrofia cerebrale conseguirebbe una degenerazione delle fibre che da quei neuroni si originano. Nella parte posteriore del corpo calloso si proiettano le fibre che originano dai neuroni della corteccia dei lobi temporali e parietali: tali cortecce sono proprio quelle che si atrofizzano più precocemente nella malattia di Alzheimer.
Cervello di paziente portatore di Alzheimer: visibile macroscopicamente l'atrofia localizzata sopratutto a livello frontale e parietale.
Le caratteristiche microscopiche della malattia di Alzheimer includono le "placche senili.
Groviglio di neurofibrille nella malattia di Alzheimer: appare come lunghi filamenti rosa nel citoplasma.
Laboratorio di Neurologia Clinica e Comportamentale dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma e presso il Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica della Facoltà di Medicina dell’Università de L’Aquila. Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma Tor Vergata, Clinica della Memoria del San Camillo-Forlanini e San Giovanni Addolorata.
Organ System Pathology Images.
http://library.med.utah.edu/WebPath/CNSHTML/CNSIDX.html
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