mercoledì 16 giugno 2010

Articolazioni. Corso di ecografia Lezione 13

Generalità: la sinoviale è iperecogena, mentre la cartilagine è anecogena. L'osso è fortemente iperecogeno con ombre acustiche. Tendini iperecogeni, muscoli ipoecogeni. Versamento articolare: può essere anecogeno/ipoecogeno. Panno: erosione ed usura delle superfici articolari con infiltrazione del tendine. Tenosinovite: presenza di orletto anecogeno attorno al tendine iperecogeno.
Spalla: scansione longitudinale ventrale, trasversale laterale, indagine sulla cuffia dei rotatori.Aspetto normale della cuffia dei rotatori: a gomma di ruota.

Tunnel carpale: nervo ulnare (black) mediano notevolmente ingrossato, ipoecogeno per scomparsa dei fascicoli nervosi e dei margini esterni. Lesione tendinea: tendine estensore con fessura irregolare.Gomito: scansioni con il paziente seduto, dorsali con articolazione flessa e ventrali con articolazione estesa.
Ginocchio: sezione longitudinale sovrapatellare, sezione trasversale sovrapatellare, longitudinale dorsale a dx.Anca: sezione longitudinale ventrale, longitudinale laterale.Tendine di Achille e regione malleolare.

giovedì 10 giugno 2010

Polmone. Corso di ecografia Lezione 12

Scansioni: transtoracica con direzione intercostale, sottocostale dx e sx, sopraclavicolare, soprasternale, sottosternale, sezione lombare alta dx e sx. Dato che il polmone ha contenuto aereo ed il torace osseo è impenetrabile agli ultrasuoni, possono essere visualizzati solo i processi che hanno contatto diretto con la parete toracica e/o pleurica.La linea pleurica ha un movimento sincrono con gli atti respiratori (gliding sign); la presenza inoltre di piccole irregolarità sierose viene in aiuto nella semeiotica ecografica polmonare: determina piccoli artefatti.Se è assente il gliding sign si è in presenza di PNX o condizioni di anomala rigidità del polmone (ARDS, ad esempio). A livello pleurico sovracardiaco si verifica un movimento sincrono con la sistole denominato microgliding cardiaco o lung pulse. Gli artefatti sono denominati linee A,B,Z. Le linee A sono i normali riverberi acustici a livello del parenchima polmonare dei piani superficiali (cute, muscolo, pleura), paralleli a questi; le linee B sono riverberi stretti, mobili ad origine pleurica. Se il loro numero è superiore a 6-8 per scansione, hanno un significato patologico (sdr. interstizio-alveolare e.p.a. con il polmone che assume un background iperecogeno o white lung). Le linee Z sono rinforzi acustici più larghi, fissi e che non mascherano le linee A ed il background polmonare; non hanno valenza patologica.A) Linee B in caso di edema polmonare idrostatico. B) white lung con espansione edematoso interstiziale peri e intralobulare con presenza iniziale di alveoli bagnati.
Addensamento polmonare flogistico con area ipoecogena ed irregolare. Il parenchiama circostante mostra artefatti verticali da flogosi interstiziale e nell'addensamento sono presenti foci ecogeni e/o riverberanti che rappresentano bronchioli contenenti aria (broncogrammi aerei).
Versamento pleurico (PE) con i bronchi pieni d'aria (frecce) in insufficienza cardiaca. L = fegato.

Versamento con formazione di setti di fibrina. C=cuore. F= fegato.
Formazione tumorale superficiale (TU) lungo la pleura parietale in corso di carcinoma bronchiale PE = versamento pleurico.
Formazione nodulare neoplastica (M) che poggia sulla pleura viscerale in un caso di carcinoma bronchiale. PE = versamento pleurico, LU = polmone, SP = milza.

A Sx: carcinoma bronchiale periferico ipoecogeno con margini irregolari ed infiltrante la pleura e la parete toracica. A dx : metastasi polmonari marginali ipoecogene in blastoma polmonare maligno.

mercoledì 9 giugno 2010

Ricerca ecografica versamenti traumatici (metodo FAST).Lezione 11

FAST ossia Focused Assessment with Sonography for Trauma: si tratta di un indagine ecografica focalizzata, eseguita direttamente sul luogo dell'incidente o a letto del paziente in ambito intra o extra ospedaliero con lo scopo fondamentale di ricercare i versamenti all'interno delle tre principali cavità sierose dell'organismo ossia plura, pericardio e peritoneo. Il liquido viene generalmente visualizzato nei recessi più declivi dello spazio peritoneale (epato-renale del Morrison, sottodiaframmatico, perisplenico, spleno-renale, retto- vescicale, utero-vescicale del Douglas, parietocolico), pleurico (costo-frenico), e pericardico.
In rosso: versamento. In blu numerato: scansioni ecografiche.1)Scansione sottoxifoidea, 2-3)scansione intercostale dx (lo stesso a sx), 4-5) scansione paracolica ed iuxtarenale, 6) scansione ipogastrica.

Versamento nella tasca di Morrison (spazio epato-renale)Versamento nello spazio perisplenico e spleno-renaleVersamento nello spazio utero-vescicaleVersamento nel Douglas (spazio retto-uterino)Versamento pleurico basale destroVersamento pericardico

giovedì 3 giugno 2010

Cisti dentigera o follicolare

Cisti che deriva dall’epitelio dell’organo dello smalto. Prima dell’eruzione del dente, se si accumula liquido crevicolare tra la corona del dente e lo strato epiteliale, si forma la cisti dentigera. Risale ad un periodo molto tardivo della istodifferenziazione del germe dentario; rappresenta cioè l'evoluzione neoplastica della parete residua del sacco o del follicolo dentario che normalmente è destinata a scomparire all'eruzione del dente. La corona dell'elemento dentale è adesa alla parete cistica a livello del colletto dentario, mentre la radice, completamente sviluppata, è extracistica e contrae rapporti con il tessuto osseo circostante. Il contenuto della cisti è costituito da un liquido trasparente, viscoso, ricco di cristalli di colesterina. E’ la forma più frequente di cisti odontogena malformativa e costituisce il 20 % circa delle cisti odontogene. E’ più frequente nel sesso femminile, mentre è rara nei maschi. Può insorgere in un ampio range di età compresa quella pediatrica, con un picco sui 30 –40 anni. Le Sedi più frequenti sono: denti inclusi, soprattutto VIII mandibolare o mascellare. L’aspetto radiologico è caratteristico: tipicamente la cisti dentigera include la corona del dente incluso. Talora può includere tutto il dente. Questo aspetto è importante per la diagnosi; tuttavia è importante ricordare che: ameloblastoma e tumore cheratocistico odontogeno (cheratocisti) possono inglobare la corona di un dente, simulando la cisti dentigera. Pertanto è importante l’esame istologico delle lesioni cistiche per porre una diagnosi corretta. Nella valutazione del quadro radiologico, va posta diagnosi differenziale tra piccola cisti dentigera e follicolo dentario ingrandito. Si considera che una cisti dentigera deve essere almeno di 3-4 mm di asse maggiore. Presentazione: le cisti dentigere si possono presentare come piccole lesioni scoperte occasionalmente in corso di indagini radiologiche routinarie. Tuttavia, se lasciate in sede, possono crescere diventando molto grandi. Aspetto macroscopico: ricalca l’aspetto radiologico, e consiste in una struttura cistica che ingloba la corona del dente.
Aspetto istologico: la cavità cistica è rivestita da Epitelio cuboidale, piatto, come si vede nell’immagine sottostante. Raramente possono comparire aspetti di metaplasia squamosa. Nel 40 % dei casi sono presenti cellule mucipare, evidenziate dalla colorazione con alcian blu, nell’immagine sottostante. Tali cellule mucipare sono importanti per la diagnosi istologica, in quanto aiutano a differenziare la cisti dentigera da altri tipi di cisti odontogena. La parete può presentare infiltrato flogistico cronico, composto da linfociti e plasmacellule mature e, in qualche caso (come illustrato nell’immagine soprastante) può essere presente una flogosi granulomatosa ad aghi di colesterolo. Tampone di garza iodoformica in sede.







La prognosi è buona. L’asportazione chirurgica è in genere curativa. La trasformazione maligna (in ameloblastoma o carcinoma squamoso) è descritta, ma estremamente rara.O.P.T.G.del paziente in consulenza: esiti di pregressa ectomia cisti dentigera sulla branca ascendente della mandibola. Presenza di area sospetta nella sede di estrazione secondo molare.