La spirometria è il test più comune per valutare la funzionalità polmonare; mediante lo spirometro è possibile misurare le variazioni di volume del sistema respiratorio. E’ possibile rappresentare la manovra d’espirazione forzata con una curva flusso-volume: ad ogni istante si riportano il flusso istantaneo (ordinate) ed il volume espirato (ascisse). Test statico: si calcolano i volumi polmonari statici; VC: Capacità vitale (massima quantità di aria mobilizzata in un atto respiratorio massimale, M: 4800 ml, F: 3200 ml.) VRE : Volume di riserva polmonare (Volume di Riserva Espiratoria VRE o ERV M: 1200, F: 800. Volume di riserva Inspiratoria VRI o IRV. Massimo volume inspirabile dalla fine della normale inspirazione M:3000, F: 1900). VR : Volume residuo (aria che resta nel polmone al termine di un’espirazione massimale; M: 1200, F: 1000).
Tecnica: dopo aver fatto compiere al paziente un’inspirazione massimale non brusca, si fa espirare tutta l’aria con una manovra lenta.
Tecnica: dopo aver fatto compiere al paziente un’inspirazione massimale non brusca, si fa espirare tutta l’aria con una manovra lenta.
Test dinamico: si calcolano i volumi polmonari dinamici. FVC : Capacità Vitale Forzata (Valore normale: 80% del valore predetto); rappresenta il massimo volume di aria mobilizzabile con una profonda inspirazione seguita da una espirazione forzata (CV capacità vitale: massima quantità di aria mobilizzata in un atto respiratorio massimale M: 4800 ml., F: 3200 ml.). FEV 1 : Volume Espiratorio Forzato al 1° secondo (Forced Expiratory Volume in 1 s; Valore normale: 80% del valore predetto). Rappresenta il volume di espirazione massima al primo secondo (circa 80% della FVC nei soggetti che ricadono nella normalità). La sua misura è attendibile e riproduce lo stato di pervietà delle vie aeree. M: 4800, F: 3200). Una sua riduzione indica un processo broncostruttivo a carico dei bronchi di medio calibro; permette quindi di misurare la velocità di svuotamento dei polmoni. FEF 25 – 75% Flusso Massimo Espiratorio tra il 25% - 75% del FVC (Valore normale: 65% del valore predetto). Rappresenta la massima velocità di flusso aereo calcolata alla metà della FVC. La sua misura è indice della pervietà delle piccole vie aeree.
PEF Picco di flusso espiratorio (Valore normale: 78-85% del valore predetto) Rappresenta il massimo flusso nei primi 10-20 millisecondi di una espirazione forzata, quindi ci da informazioni sulla prima parte della curva flusso-volume. E’ indicativo del grado di sforzo compiuto dal paziente nella manovra e quindi per valutare il suo impegno collaborativi durante l’esame. E’ un indice poco sensibile. MVV (Maximum Voluntary Ventilation) è la misura della quantità massima di aria che può essere inspirata ed espirata in un minuto espressa in litri / minuto; si determina inducendo il paziente a respirare con la massima profondità e frequenza possibili per 12 s. La MVV di regola si comporta in modo parallelo al FEV1 e può essere usata come test interno di concordanza e per valutare la cooperazione del paziente. Quando la MVV è sproporzionatamente bassa in un paziente apparentemente cooperante, si deve sospettare una debolezza neuromuscolare.
Tecnica: il paziente viene invitato a respirare normalmente attraverso un boccaglio monouso con il naso chiuso da uno stringinaso. In questo modo verrà registrato il volume corrente (VC). Successivamente il soggetto viene invitato a compiere un’inspirazione massimale (fino a CPT), seguita da una rapida, decisa e completa espirazione (fino a VR). La collaborazione del paziente durante la spirometria è quindi fondamentale. E’ importante ottenere almeno tre spirogrammi accettabili (FEV 1e FVC non devono differire piu’ di 200 ml o del 5%). Fasi: 1) Inspirazione completa prima del test. 2)Inizio soddisfacente della espirazione (massimo sforzo, nessuna esitazione). E’ necessaria l’assenza di tosse durante il primo secondo, una durata adeguata del test (espirazione non inferiore ai 6 secondi o ai 15 secondi in caso di ostruzione bronchiale), perfetta tenuta e pervietà del boccaglio (il paziente dovrà essere invitato a stringere con forza il boccaglio dello spirometro tra le labbra in modo da evitare perdite) .
Controindicazioni: precedenti episodi cerebrovascolari, infezioni polmonari, recenti interventi chirurgici toracici, addominali od oculari, infarto miocardico negli ultimi sei mesi o angina pectoris instabile, aneurismi, grave ipertensione arteriosa, presenza di sintomi che potrebbero interferire con la spirometria (nausea, vomito).
Complicanze: non sono descritte complicanze specifiche. Alcuni pazienti possono avvertire vertigini dopo lo sforzo, se particolarmente intenso; per questo motivo nella maggior parte dei centri l’esame si esegue seduti e non in piedi. Talvolta la forte espirazione o inspirazione può causare tosse o, indirettamente, dolori toracici. Si tratta però d’eventi rari e di lieve entità, paragonabili a quelli che possono derivare da un forte starnuto.
Appendice: i soggetti di razza caucasica hanno i valori più elevati di FEV1 e capacità vitale, i polinesiani tra i più bassi. La razza nera si caratterizza per valori inferiori del 10-15% rispetto a quella caucasica, in quanto a parità di età, altezza e sesso hanno un busto più corto e gambe più lunghe. Vi è invece scarsa differenza tra i vari gruppi etnici per quanto riguarda il PEF.
Il carattere di reversibilità dell'ostruzione bronchiale viene valutato in base ai risultati di una seconda spirometria effettuata dopo somministrazione di un broncodilatatore. Al paziente viene somministrato un farmaco (salbutamolo o ipratropio) che dilata i bronchi; quindi si ripete il test dopo 20 minuti: se il FEV1 aumenta almeno del 12% in valore percentuale e se tale incremento è superiore a 200 mL in valore assoluto, l'ostruzione bronchiale è completamente reversibile (asma bronchiale); se il FEV1 aumenta almeno del 12% in valore percentuale e se tale incremento è superiore a 200 mL in valore assoluto, ma resta comunque inferiore all'80% del predetto, si parla di deficit ventilatorio di tipo ostruttivo parzialmente reversibile (tipico della BPCO parzialmente reversibile). Se il FEV1 aumenta meno del 12% in valore percentuale o se tale incremento è inferiore a 200mL in valore assoluto si parla di deficit ventilatorio non reversibile (tipico della BPCO non reversibile).
Utilità ed indicazioni: la spirometria è uno strumento particolarmente utile anche nel monitorare l'evoluzione della BPCO (si raccomanda almeno una visita di controllo annuale) e nel valutare i soggetti a rischio (fumatori incalliti, lavoratori esposti ad inquinanti chimici o gassosi ecc.). Una diagnosi precoce di BPCO aiuta notevolmente il trattamento della patologia, bloccandola sul nascere. Viene inoltre eseguito per il monitoraggio di condizioni patologiche quali le fibrosi polmonari, la cifoscoliosi, le malattie degenerative neuromuscolari. Inoltre come valutazione preventiva del rischio operatorio e in coloro con esposizioni lavorative a rischio.
PEF Picco di flusso espiratorio (Valore normale: 78-85% del valore predetto) Rappresenta il massimo flusso nei primi 10-20 millisecondi di una espirazione forzata, quindi ci da informazioni sulla prima parte della curva flusso-volume. E’ indicativo del grado di sforzo compiuto dal paziente nella manovra e quindi per valutare il suo impegno collaborativi durante l’esame. E’ un indice poco sensibile. MVV (Maximum Voluntary Ventilation) è la misura della quantità massima di aria che può essere inspirata ed espirata in un minuto espressa in litri / minuto; si determina inducendo il paziente a respirare con la massima profondità e frequenza possibili per 12 s. La MVV di regola si comporta in modo parallelo al FEV1 e può essere usata come test interno di concordanza e per valutare la cooperazione del paziente. Quando la MVV è sproporzionatamente bassa in un paziente apparentemente cooperante, si deve sospettare una debolezza neuromuscolare.
Tecnica: il paziente viene invitato a respirare normalmente attraverso un boccaglio monouso con il naso chiuso da uno stringinaso. In questo modo verrà registrato il volume corrente (VC). Successivamente il soggetto viene invitato a compiere un’inspirazione massimale (fino a CPT), seguita da una rapida, decisa e completa espirazione (fino a VR). La collaborazione del paziente durante la spirometria è quindi fondamentale. E’ importante ottenere almeno tre spirogrammi accettabili (FEV 1e FVC non devono differire piu’ di 200 ml o del 5%). Fasi: 1) Inspirazione completa prima del test. 2)Inizio soddisfacente della espirazione (massimo sforzo, nessuna esitazione). E’ necessaria l’assenza di tosse durante il primo secondo, una durata adeguata del test (espirazione non inferiore ai 6 secondi o ai 15 secondi in caso di ostruzione bronchiale), perfetta tenuta e pervietà del boccaglio (il paziente dovrà essere invitato a stringere con forza il boccaglio dello spirometro tra le labbra in modo da evitare perdite) .
Controindicazioni: precedenti episodi cerebrovascolari, infezioni polmonari, recenti interventi chirurgici toracici, addominali od oculari, infarto miocardico negli ultimi sei mesi o angina pectoris instabile, aneurismi, grave ipertensione arteriosa, presenza di sintomi che potrebbero interferire con la spirometria (nausea, vomito).
Complicanze: non sono descritte complicanze specifiche. Alcuni pazienti possono avvertire vertigini dopo lo sforzo, se particolarmente intenso; per questo motivo nella maggior parte dei centri l’esame si esegue seduti e non in piedi. Talvolta la forte espirazione o inspirazione può causare tosse o, indirettamente, dolori toracici. Si tratta però d’eventi rari e di lieve entità, paragonabili a quelli che possono derivare da un forte starnuto.
Appendice: i soggetti di razza caucasica hanno i valori più elevati di FEV1 e capacità vitale, i polinesiani tra i più bassi. La razza nera si caratterizza per valori inferiori del 10-15% rispetto a quella caucasica, in quanto a parità di età, altezza e sesso hanno un busto più corto e gambe più lunghe. Vi è invece scarsa differenza tra i vari gruppi etnici per quanto riguarda il PEF.
Il carattere di reversibilità dell'ostruzione bronchiale viene valutato in base ai risultati di una seconda spirometria effettuata dopo somministrazione di un broncodilatatore. Al paziente viene somministrato un farmaco (salbutamolo o ipratropio) che dilata i bronchi; quindi si ripete il test dopo 20 minuti: se il FEV1 aumenta almeno del 12% in valore percentuale e se tale incremento è superiore a 200 mL in valore assoluto, l'ostruzione bronchiale è completamente reversibile (asma bronchiale); se il FEV1 aumenta almeno del 12% in valore percentuale e se tale incremento è superiore a 200 mL in valore assoluto, ma resta comunque inferiore all'80% del predetto, si parla di deficit ventilatorio di tipo ostruttivo parzialmente reversibile (tipico della BPCO parzialmente reversibile). Se il FEV1 aumenta meno del 12% in valore percentuale o se tale incremento è inferiore a 200mL in valore assoluto si parla di deficit ventilatorio non reversibile (tipico della BPCO non reversibile).
Utilità ed indicazioni: la spirometria è uno strumento particolarmente utile anche nel monitorare l'evoluzione della BPCO (si raccomanda almeno una visita di controllo annuale) e nel valutare i soggetti a rischio (fumatori incalliti, lavoratori esposti ad inquinanti chimici o gassosi ecc.). Una diagnosi precoce di BPCO aiuta notevolmente il trattamento della patologia, bloccandola sul nascere. Viene inoltre eseguito per il monitoraggio di condizioni patologiche quali le fibrosi polmonari, la cifoscoliosi, le malattie degenerative neuromuscolari. Inoltre come valutazione preventiva del rischio operatorio e in coloro con esposizioni lavorative a rischio.

Visualizzazione dei dati spirometrici: triangolo grigio = area dei valori teorici del paziente in esame; freccia = andamento curve test FVC. Indice di Tiffenau : FEV1/FVC x 100 (Valore normale: 75-80% del valore predetto e non risente delle variabili statistiche di sesso, età e statura). E’ un parametro sensibile e consente di differenziare un deficit respiratorio ostruttivo da uno restrittivo. Nella patologia a carattere ostruttivo è presente una riduzione sia della FVC sia del FEV1; ciò si ritrova nelle forme ostruttive croniche come la Bpco, l’asma e l’ enfisema polmonare. L’Indice di Tiffenau rimane costante come conseguenza della riduzione simmetrica della FVC e del FEV. Nella patologia restrittiva si evidenzia una riduzione proporzionale tra FVC e FEV1, dunque si avrà un Tiffenau costante o aumentato.
Insufficienza polmonare di tipo restrittivo: le vie aeree hanno un calibro normale, ma i polmoni hanno una ridotta capacità d’espansione, oppure vi è una riduzione della superficie ventilatoria polmonare (obesità , miopatie, pleurite, poliomelite, edema polmonare ecc.). La capacità vitale ed i vari volumi diminuiscono in modo proporzionale.
Insufficienza polmonare di tipo ostruttivo: all'interno delle vie aeree è presente un ostacolo al deflusso dell'aria inspirata oppure i calibri di queste vie si restringono diventando inferiori alla norma. Tutto ciò può essere dovuto alla presenza di secrezioni o all'ispessimento e distruzione della componente elastica (fibrosi polmonare interstiziale, BPCO, asma, bronchite acuta, bronchite cronica).
PIF Picco di flusso inspiratorio (Velocità con la quale l'aria entra nei polmoni all'inizio dell'espirazione forzata).
Insufficienza polmonare di tipo restrittivo: le vie aeree hanno un calibro normale, ma i polmoni hanno una ridotta capacità d’espansione, oppure vi è una riduzione della superficie ventilatoria polmonare (obesità , miopatie, pleurite, poliomelite, edema polmonare ecc.). La capacità vitale ed i vari volumi diminuiscono in modo proporzionale.
Insufficienza polmonare di tipo ostruttivo: all'interno delle vie aeree è presente un ostacolo al deflusso dell'aria inspirata oppure i calibri di queste vie si restringono diventando inferiori alla norma. Tutto ciò può essere dovuto alla presenza di secrezioni o all'ispessimento e distruzione della componente elastica (fibrosi polmonare interstiziale, BPCO, asma, bronchite acuta, bronchite cronica).
PIF Picco di flusso inspiratorio (Velocità con la quale l'aria entra nei polmoni all'inizio dell'espirazione forzata).
Classificazione di gravità della BPCO : (linee guida Gold 2003); stadio Gravità Caratteristiche clinico-funzionali.
0 A rischio - Spirometria normale - Sintomi cronici (tosse, espettorato)
I Lieve - FEV1/CVF <> 80% del teorico - Con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato).
II Moderata - FEV1/CVF <>50 % del teorico - con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato).
III Grave - FEV1/CVF <> 30 % del teorico e <>IV Molto Grave - FEV1/CVF <>
0 A rischio - Spirometria normale - Sintomi cronici (tosse, espettorato)
I Lieve - FEV1/CVF <> 80% del teorico - Con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato).
II Moderata - FEV1/CVF <>50 % del teorico - con o senza sintomi cronici (tosse, espettorato).
III Grave - FEV1/CVF <> 30 % del teorico e <>IV Molto Grave - FEV1/CVF <>
Algoritmo diagnostico dell'asma bronchiale





























