Definizione di gruppo: quando un insieme di persone condivide l'idea di essere un gruppo. Joseph Gaither Pratt (1910-1979) Philadelphia: medico e primo utilizzatore del gruppo come metodo di studio in campo igienico sanitario. Lo spunto è tratto dalla visione che i pazienti affetti da Tbc, ricoverati nel suo ospedale, una volta dimessi guariti, escono e subiscono recidive della malattia. Decide allora che è opportuno riconvocarli tutti al fine di comprendere le dinamiche di tale fenomeno ed in particolare indagare sul tipo di vita che conducono al di fuori del regime di ospedalizzazione.
Jacob Levi Moreno ( Foto : Bucarest, 18 maggio 1889 – Beacon, 14 maggio 1974), è uno dei protagonisti della psicologia del Novecento: medico, sociologo, filosofo, psicoterapeuta di gruppo e uomo di teatro dell’Europa centrale (cresciuto nella Vienna dell’impero austro-ungarico, poi immigrato nel 1926 negli Stati Uniti e naturalizzato americano), Moreno è il creatore dello psicodramma, della sociometria, della psicoterapia di gruppo (1932) della teoria dei ruoli (1934), di una forma particolare di azione-ricerca, dei metodi attivi (action-methods) della sociatria (termine che integra l’approccio sistemico alla psichiatria sociale) e della sociologia partecipante, dei metodi di formazione di gruppo in piccoli gruppi, del co-inconscio familiare e di gruppo e dell’atomo sociale, base dell’identità di gruppo e personale.Lo spunto che lo induce allo studio dei gruppi è l'esame dei soggetti rinchiusi nei campi di raccolta o prigionia dei cittadini Austriaci di lingua italiana, portati al sicuro lontano dal fronte bellico vicino a Vienna. In questi, scoppiano con molta frequenza delle risse e disordini; egli in veste di sociologo raccoglie informazioni nelle baracche che ospitano i profughi scoprendo che in esse sono stati posti in regime di promiscuità montanari di valle e di vetta. La loro divisione in gruppi omogenei ha consentito la fine di tali episodi.
Kurt Zadek Lewin ( Foto : September 9, 1890 - February 12, 1947) cerca di dare una risposta riguardo le dinamiche che hanno consentito ad Adolf Hitler di coinvolgere i tedeschi nel suo progetto di sterminio. Si è occupato inoltre del funzionamento di un gruppo, in particolare delle dinamiche che si instaurano nelle giuria di un tribunale, nei soggetti appartenenti ad un equipaggio d'aereo o sommergibile.
Irvin David Yalom (13 giugno 1931 Washington DC), M.D., Professore emerito di Psichiatria alla Stanford University, esamina le tecniche di gruppo, molto diverse le une dalle altre ed in particolare 10 di queste per creare un gruppo di sintesi ed individuare i fattori comuni delle varie procedure psicoterapiche.
Significato terapeutico della terapia di gruppo: il gruppo è un potente acceleratore di cambiamenti; inoltre nel rapporto 1 ad 1, il terapeuta è più vulnerabile dato che se commette un errore, si brucia la fiducia, mentre se chi commette un errore è un appartenente al gruppo terapeutico, il conduttore della terapia ne rimane estraneo.
In quest’ottica il soggetto con la maglia da calcio di cui sopra, è descritto in un ruolo fisso, coerente e forte ossia, per usare un altro esempio: se metto la casacca da arbitro, non tocco il pallone. In realtà il soggetto si colloca normalmente in UN POSIZIONAMENTO DISCORSIVO, non completamente stabile ossia :si mette la divisa da arbitro, ma a volte calcia anche il pallone. L’individuo quindi si racconta in un certo modo, ma può anche cambiare e raccontarsi in modo diverso.
Regola iniziale da darsi: “ questo è un gruppo che starà insieme per due ore. C’è qualcuno che fuma tra di voi? Se si potrà uscire una sola persona per volta. Io gestirò i problemi; se volete piangere tirare una sberla, un bacio, fare sesso (c’è una stanza apposita dall’altra parte) con qualcuno potete farlo. Qualcuno potrà avere delle emozioni forti; non preoccupatevi. Io sarò qui a gestirle.
SBERLA – BACIO – SESSO CON QUALCUNO : questa locuzione serve per spostare il limite del farsi in una zona molto ampia.
REGOLA → RUOLO → AZIONE → CAMBIAMENTO / QUI’ ED ORA.
Nella posizione del qui ed ora (opposto LA’ ed ALTROVE), sono possibili i cambiamenti. Se la mia terapia si focalizza su un paziente il cui problema è “la moglie troppo distratta”, le possibilità di ottenere un cambiamento sono nulle in quanto la moglie si trova là ed altrove, non raggiungibile dall’azione terapeutica. Dovrò agire qui ed ora sul paziente eventualmente modificando il suo comportamento nei confronti della consorte, se voglio ottenere un cambiamento.
Setting dello psicodramma: spazio temporale = palcoscenico, gruppo = ausiliari e auditori, soggetto = protagonista, conduttore = direttore. Caratteristiche del teatro separato psicodrammatico: palcoscenico tondo per camminare in senso circolare, balconata per vedere ed essere visto da un'altra prospettiva, auditorio con materassini e cuscini o sedie.
Appartenenti al gruppo terapeutico: minimo 3 persone, massimo 15; non in numero superiore in quanto dispersivo e non si possono osservare con adeguata frequenza i pazienti. L’optimum è che il gruppo sia disomogeneo per problemi ed omogeneo per età anagrafica, sesso indifferente ma meglio se equilibrato in termini di numero.Si utilizzano sessioni di 2 ore al massimo con gli adulti, con cadenza settimanale.
Ruolo del conduttore: non ha un atteggiamento neutro, ma si fa coinvolgere allo scopo di trasferire in azione ogni indizio prodotto dal soggetto. Può far ridere, scuotere e “riscaldare” le persone utilizzando gesti fisici come far alzare, battere le mani.
A) Si fanno camminare i pazienti in cerchio con il compito di ricerca di una andatura che rappresenti il loro stato attuale; nel momento in cui questa condizione è stata ottenuta, i componenti del gruppo si devono arrestare. In questo modo si trasforma un vissuto in azione.
B) Si fa sintetizzare ai pazienti cosa provano, utilizzando una parola, un colore, ossia dichiarare una volta fermati come stanno.
C) Si chiede su quale parola si vuole lavorare (ossia sul colore, parola, stato fisico dichiarato: rosso! arrabbiato!) di un volontario o di un soggetto scelto.
D) Si prende il paziente selezionato per il polso con due dita (non tutti amano essere toccati) e lo si conduce al centro del palcoscenico.
E) Gli si gira attorno creando un’attesa, un vuoto che è più facilmente colmabile (sia nel paziente che nel gruppo), ossia tale azione determina la condizione in cui se gli chiedo qualcosa, è più probabile che mi risponda in modo affermativo o propositivo in quanto disorientato.
F) Gli si chiede di farci vedere la sua camminata, di dirci la parola e di spiegarci perché la fa in quel modo specifico.
Tecnica
1) Conduttore: qual è il suo problema? Paziente: il mio capo mi costringe a firmare dei registri che so essere falsi; ciò mi crea ansia.
G) Chiedere al paziente se qualcuno del gruppo assomiglia fisicamente al suo capo, ha lo stesso vestito, lo stesso modo di fare.
H) Una volta individuato, lo faccio uscire ed invito il paziente a raccontarci la sua storia nel dettaglio.
I) Chiedere la collocazione della scena: Conduttore: dove eravate? Paziente: nel suo studio. Conduttore: puoi descrivercelo? In questo modo creo una realtà finzionale, una semi realtà che abbia una validità emotiva per il soggetto.
L) Si pone in confronto il paziente con chi ha il ruolo del suo capo (AUSILIARIO) e a quest’ultimo, si fa recitare la sua parte: A:“devi firmare questi registri; altri tuoi colleghi lo hanno fatto prima di te. E’ molto importante per noi che tu lo faccia”. Ottengo quindi un’INVERSIONE DI RUOLO.
M) Quindi si ripete la scena al punto H.
N) Chiedere al paziente se c’è qualcuno all’interno del gruppo che sente vicino, affine.Lo si fa uscire collocandolo vicino al paziente e creando la figura dell’ALTER EGO. Si ripete l’azione di racconto a ruolo invertito con l’ater ego che può intervenire.
Alter ego: “ se non firmo i registri, cosa mi può accadere?”
Capo: “ non lo so, devo chiedere ai miei superiori…”Questa manovra può dare al soggetto un risveglio emotivo e consentire di vedere le cose in modo diverso; si fa cioè in modo che viva una esperienza emozionale correttiva(EEC); affinché ciò sia possibile, è necessario far rivivere una esperienza problematica, rendendo visibili delle soluzioni alternative.
Tecnica della sedia vuota: è utile quando devo far fare una conversazione impossibile, ossia se devo far interagire il paziente con il padre defunto o con la sua vittima in caso di omicidio, con un figlio mai nato, eccetera. Si utilizza quando la temperatura emotiva è già estremamente alta; si invita il paziente a chiedere i dettagli, i pantaloni del soggetto che egli ha posto idealmente sulla sedia vuota, le scarpe, i vestiti in generale ed una volta descritta la scena, lo si esorta a dirgli ciò che voleva (ossia ciò che avrebbe voluto dirgli quando era in vita, ad esempio). Il finale si attua con un applauso di gruppo che rappresenta la condivisione dello stesso dei fatti così descritti e svolti e l’apprezzamento nei confronti del soggetto in corso di trattamento per l’essersi messo in gioco nella circostanza.
Jacob Levi Moreno ( Foto : Bucarest, 18 maggio 1889 – Beacon, 14 maggio 1974), è uno dei protagonisti della psicologia del Novecento: medico, sociologo, filosofo, psicoterapeuta di gruppo e uomo di teatro dell’Europa centrale (cresciuto nella Vienna dell’impero austro-ungarico, poi immigrato nel 1926 negli Stati Uniti e naturalizzato americano), Moreno è il creatore dello psicodramma, della sociometria, della psicoterapia di gruppo (1932) della teoria dei ruoli (1934), di una forma particolare di azione-ricerca, dei metodi attivi (action-methods) della sociatria (termine che integra l’approccio sistemico alla psichiatria sociale) e della sociologia partecipante, dei metodi di formazione di gruppo in piccoli gruppi, del co-inconscio familiare e di gruppo e dell’atomo sociale, base dell’identità di gruppo e personale.Lo spunto che lo induce allo studio dei gruppi è l'esame dei soggetti rinchiusi nei campi di raccolta o prigionia dei cittadini Austriaci di lingua italiana, portati al sicuro lontano dal fronte bellico vicino a Vienna. In questi, scoppiano con molta frequenza delle risse e disordini; egli in veste di sociologo raccoglie informazioni nelle baracche che ospitano i profughi scoprendo che in esse sono stati posti in regime di promiscuità montanari di valle e di vetta. La loro divisione in gruppi omogenei ha consentito la fine di tali episodi.
Kurt Zadek Lewin ( Foto : September 9, 1890 - February 12, 1947) cerca di dare una risposta riguardo le dinamiche che hanno consentito ad Adolf Hitler di coinvolgere i tedeschi nel suo progetto di sterminio. Si è occupato inoltre del funzionamento di un gruppo, in particolare delle dinamiche che si instaurano nelle giuria di un tribunale, nei soggetti appartenenti ad un equipaggio d'aereo o sommergibile.
Irvin David Yalom (13 giugno 1931 Washington DC), M.D., Professore emerito di Psichiatria alla Stanford University, esamina le tecniche di gruppo, molto diverse le une dalle altre ed in particolare 10 di queste per creare un gruppo di sintesi ed individuare i fattori comuni delle varie procedure psicoterapiche.
Significato terapeutico della terapia di gruppo: il gruppo è un potente acceleratore di cambiamenti; inoltre nel rapporto 1 ad 1, il terapeuta è più vulnerabile dato che se commette un errore, si brucia la fiducia, mentre se chi commette un errore è un appartenente al gruppo terapeutico, il conduttore della terapia ne rimane estraneo.
Conduzione di Psicodramma da parte di J.Moreno
Tecniche d’azione di Moreno nel gruppo o terapia d’azioni fisiche: l’idea è quella che l’azione abbia una capacità terapeutica in quanto nel fare qualcosa,il paziente è il protagonista; egli deve vivere un’ emozione viva e cruciale. L’emozione è frutto delle modificazioni delle sue funzioni fisiologiche. Secondo quanto afferma James, “normalmente penso di saltare quando sono felice, ma se qualcuno me lo fa fare sono felice”. Tipologia di terapia di gruppo. “IN” gruppo: l’azione si concentra su un paziente (conduttore + paziente) nel gruppo. “DI” gruppo: il conduttore fa terapia a tutto il gruppo. “ATTRAVERSO” il gruppo: il conduttore utilizza le risorse del gruppo (terapia ad un singolo paziente chiedendo agli altri appartenenti un intervento relativo a ciò che sta emergendo dal rapporto con il paziente). Il gruppo inoltre può essere aperto (generalmente le terapie ulss) o chiuso (nel privato). Setting (definizione) : insieme di regole che determinano assunzioni di ruoli che producono cambiamenti. Il conduttore dà delle regole al gruppo che agirà e si produrranno cambiamenti. Definizione di ruolo: un ruolo si porta dietro un’azione; se mi metto la maglia da calcio, andrò al campo a giocare a calcio. Se mi metto la tuta da sci, commetto un errore di ruolo nel rapporto con l’ambiente (ruolo non coerente con l’ambiente). Quindi:
(do una)REGOLA → (creo un)RUOLO → (determino)AZIONE → (produco)CAMBIAMENTO.In quest’ottica il soggetto con la maglia da calcio di cui sopra, è descritto in un ruolo fisso, coerente e forte ossia, per usare un altro esempio: se metto la casacca da arbitro, non tocco il pallone. In realtà il soggetto si colloca normalmente in UN POSIZIONAMENTO DISCORSIVO, non completamente stabile ossia :si mette la divisa da arbitro, ma a volte calcia anche il pallone. L’individuo quindi si racconta in un certo modo, ma può anche cambiare e raccontarsi in modo diverso.
Regola iniziale da darsi: “ questo è un gruppo che starà insieme per due ore. C’è qualcuno che fuma tra di voi? Se si potrà uscire una sola persona per volta. Io gestirò i problemi; se volete piangere tirare una sberla, un bacio, fare sesso (c’è una stanza apposita dall’altra parte) con qualcuno potete farlo. Qualcuno potrà avere delle emozioni forti; non preoccupatevi. Io sarò qui a gestirle.
SBERLA – BACIO – SESSO CON QUALCUNO : questa locuzione serve per spostare il limite del farsi in una zona molto ampia.
REGOLA → RUOLO → AZIONE → CAMBIAMENTO / QUI’ ED ORA.
Nella posizione del qui ed ora (opposto LA’ ed ALTROVE), sono possibili i cambiamenti. Se la mia terapia si focalizza su un paziente il cui problema è “la moglie troppo distratta”, le possibilità di ottenere un cambiamento sono nulle in quanto la moglie si trova là ed altrove, non raggiungibile dall’azione terapeutica. Dovrò agire qui ed ora sul paziente eventualmente modificando il suo comportamento nei confronti della consorte, se voglio ottenere un cambiamento.
Setting dello psicodramma: spazio temporale = palcoscenico, gruppo = ausiliari e auditori, soggetto = protagonista, conduttore = direttore. Caratteristiche del teatro separato psicodrammatico: palcoscenico tondo per camminare in senso circolare, balconata per vedere ed essere visto da un'altra prospettiva, auditorio con materassini e cuscini o sedie.
Il significato di PORTARE ALTROVE per la terapia, in questo caso in un teatro, è incentrato sul fatto che questa operazione determina un cambiamento. Di ciò s’era accorto Moreno in modo casuale: le prime sedute infatti di terapia di gruppo si svolgevano in alberghi che a quel tempo, si erano appena dotati di moquettes sul pavimento e dato che le strade di New York erano particolarmente polverose, egli chiedeva ai pazienti di togliersi le scarpe prima di entrare nella sala deputata al trattamento onde evitare poi di vedersi addebitata la pulizia della stessa.
Teatro Beacon
Questa manovra determinava una rottura degli schemi abituali dei pazienti ed in modo banale un portar fuori dalle normali abitudini che, come si vedrà poi, determinano una maggior ricettività alla terapia psicoterapica.Appartenenti al gruppo terapeutico: minimo 3 persone, massimo 15; non in numero superiore in quanto dispersivo e non si possono osservare con adeguata frequenza i pazienti. L’optimum è che il gruppo sia disomogeneo per problemi ed omogeneo per età anagrafica, sesso indifferente ma meglio se equilibrato in termini di numero.Si utilizzano sessioni di 2 ore al massimo con gli adulti, con cadenza settimanale.
Ruolo del conduttore: non ha un atteggiamento neutro, ma si fa coinvolgere allo scopo di trasferire in azione ogni indizio prodotto dal soggetto. Può far ridere, scuotere e “riscaldare” le persone utilizzando gesti fisici come far alzare, battere le mani.
A) Si fanno camminare i pazienti in cerchio con il compito di ricerca di una andatura che rappresenti il loro stato attuale; nel momento in cui questa condizione è stata ottenuta, i componenti del gruppo si devono arrestare. In questo modo si trasforma un vissuto in azione.
B) Si fa sintetizzare ai pazienti cosa provano, utilizzando una parola, un colore, ossia dichiarare una volta fermati come stanno.
C) Si chiede su quale parola si vuole lavorare (ossia sul colore, parola, stato fisico dichiarato: rosso! arrabbiato!) di un volontario o di un soggetto scelto.
D) Si prende il paziente selezionato per il polso con due dita (non tutti amano essere toccati) e lo si conduce al centro del palcoscenico.
E) Gli si gira attorno creando un’attesa, un vuoto che è più facilmente colmabile (sia nel paziente che nel gruppo), ossia tale azione determina la condizione in cui se gli chiedo qualcosa, è più probabile che mi risponda in modo affermativo o propositivo in quanto disorientato.
F) Gli si chiede di farci vedere la sua camminata, di dirci la parola e di spiegarci perché la fa in quel modo specifico.
Tecnica
1) Conduttore: qual è il suo problema? Paziente: il mio capo mi costringe a firmare dei registri che so essere falsi; ciò mi crea ansia.
G) Chiedere al paziente se qualcuno del gruppo assomiglia fisicamente al suo capo, ha lo stesso vestito, lo stesso modo di fare.
H) Una volta individuato, lo faccio uscire ed invito il paziente a raccontarci la sua storia nel dettaglio.
I) Chiedere la collocazione della scena: Conduttore: dove eravate? Paziente: nel suo studio. Conduttore: puoi descrivercelo? In questo modo creo una realtà finzionale, una semi realtà che abbia una validità emotiva per il soggetto.
L) Si pone in confronto il paziente con chi ha il ruolo del suo capo (AUSILIARIO) e a quest’ultimo, si fa recitare la sua parte: A:“devi firmare questi registri; altri tuoi colleghi lo hanno fatto prima di te. E’ molto importante per noi che tu lo faccia”. Ottengo quindi un’INVERSIONE DI RUOLO.
M) Quindi si ripete la scena al punto H.
N) Chiedere al paziente se c’è qualcuno all’interno del gruppo che sente vicino, affine.Lo si fa uscire collocandolo vicino al paziente e creando la figura dell’ALTER EGO. Si ripete l’azione di racconto a ruolo invertito con l’ater ego che può intervenire.
Alter ego: “ se non firmo i registri, cosa mi può accadere?”
Capo: “ non lo so, devo chiedere ai miei superiori…”Questa manovra può dare al soggetto un risveglio emotivo e consentire di vedere le cose in modo diverso; si fa cioè in modo che viva una esperienza emozionale correttiva(EEC); affinché ciò sia possibile, è necessario far rivivere una esperienza problematica, rendendo visibili delle soluzioni alternative.
Teatro Beacon 2
Tecnica della sedia alta: per il paziente, corrisponde alla balconata del teatro Moreniano; da quella collocazione è possibile per il paziente comprendere che può anche dir di no a tali richieste.Tecnica della sedia vuota: è utile quando devo far fare una conversazione impossibile, ossia se devo far interagire il paziente con il padre defunto o con la sua vittima in caso di omicidio, con un figlio mai nato, eccetera. Si utilizza quando la temperatura emotiva è già estremamente alta; si invita il paziente a chiedere i dettagli, i pantaloni del soggetto che egli ha posto idealmente sulla sedia vuota, le scarpe, i vestiti in generale ed una volta descritta la scena, lo si esorta a dirgli ciò che voleva (ossia ciò che avrebbe voluto dirgli quando era in vita, ad esempio). Il finale si attua con un applauso di gruppo che rappresenta la condivisione dello stesso dei fatti così descritti e svolti e l’apprezzamento nei confronti del soggetto in corso di trattamento per l’essersi messo in gioco nella circostanza.




























1 commenti:
Hats off to all those great physicians and surgeons who saved many lifes.
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