Il distretto venoso dell'arto superiore è interessato a circa il 10% degli episodi di trombosi venosa profonda, ciò è probabilmente dovuto a sottostima dato che la maggior parte dei casi decorrono in modo asintomatico specie in portatori di cateteri venosi centrali.La frequenza aumenta progressivamente in senso prossimale (vene brachiali = 4 - 11%, regione ascellare = 5 - 25%, area succlavia = 18 - 67%). Patogenesi: oltre alle cause che determinano la tvp negli arti inferiori, possiamo riscontrare altri fattori di rischio ossia le manovre vascolari invasive (recente inserimento di catetere venoso centrale), posizionamento di pace maker, di defibrillatori impiantabili oltre agli accessi venosi periferici. Quadro clinico : edema, dolore ed impotenza funzionale (predominanti); vi può essere anche e solamente la sensazione di calore e/o pesantezza dell'arto coinvolto, comparsa di eritema o di circoli venosi non varicosi a livello del cingolo scapolare. Diagnosi differenziale: flebite superficiale, ematoma o contusione dei tessuti molli, edema linfatico, strappo muscolare.
Studio ecografico venae comitantes dell'arteria brachiale e vena basilica
| Per didascalia: vedi schema superiore (A) |
La regione brachiale viene esaminata con braccio abdotto a 90°e spalla estesa.
Studio ecografico della vena ascellare e cefalica
La regione ascellare viene studiata con la spalla completamente abdotta.Per didascalia vedi schema superiore: a destra (A), a sinistra (B).
Studio ecografico della vena succlavia
La regione succlavia viene studiata con l'arto superiore parzialmente abdotto.
Utilizzo di sonde lineari a frequenza 5 - 7,5 Mhz, scansione trasversale al fine di individuare una eventuale incomprimibilità del vaso. Rispetto tale metodiche condotta a livello degli arti inferiori, in questo caso l'area da studiare è minore è con maggiori difficoltà anatomiche che ostacolano la compressione vascolare.
| Da: Handbook di ecografia in emergenza urgenza (v. Cianci). |
E' opportuno quindi valutare la pervietà del vaso in esame mediante profondo inspirio massimale e trattenuto che normalmente determina un completo collabimento della succlavia. L'esame si esegue a paziente disteso con un cuscino sotto il capo.


























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