In un occhio normale, i vasi retinici arteriosi e venosi, si incrociano abitualmente mantenendo inalterato il proprio calibro e decorso e nel 70% dei casi è l’arteria che sopragitta la vena (incrocio artero – venoso, A – V), mentre nel 30% è la vena che sta sopra (incrocio veno – arterioso, V – A). In generale non si verificano incroci omonimi (artero-arteriosi o veno-venosi)
Visione con retina sana
Retinopatia ipertensiva. Classificazione in 4 stadi:
1° stadio: è caratterizzato da un lieve restringimento dei vasi retinici arteriolari.
2° stadio: si osservano gli incroci artero-venosi; questi acquistano valore patologico quando si verificano, in ordine progressivo di gravità, i seguenti segni:
Segno di Gunn
Nel punto d'incrocio con l’arteria, la vena appare come spezzata nel suo decorso a causa della trasmissione di pressione dell’arteria alla vena.
Segno di Salus
Il decorso venoso subisce uno spostamento rapido dopo l’incrocio con l’arteria (ad U se i due vasi si incrociano perpendicolarmente, a S se l’incrocio avviene obliquamente).
Segno di ingorgo
A monte dell’incrocio, la vena appare più grossa e tortuosa, mentre a valle è più snella e rettilinea a causa dall’ingorgo ematico nel tratto a monte. Il segno dell’ingorgo è tipico degli stati ipertensivi e di significato prognosticamente peggiorativo nei confronti dei segni di Gunn e Salus.
Segno di pretrombosi di P. Bonnet
Prelude spesso all’occlusione vasale econsiste in uno spruzzo emorragico ed un insieme di essudati duri attorno al punto di incrocio.
Riflesso assiale a “filo di rame” e più tardivamente a “filo d’argento”.
Il colore metallico a “filo di rame si rileva in un vaso retinico di calibro normale, ma tortuoso; il riflesso a “ filo d’argento”, invece è tipico di un vaso dal calibro diminuito.
3° stadio : è caratterizzato dalla comparsa di alterazioni extravasali, quali emorragie retiniche ed edema; gli essudati “molli a fiocco di cotone”, sono tipici di questo stadio e si presentano come chiazze biancastre di aspetto sfumato, di varia grandezza e sono l’espressione di microinfarti focali.
Nell’ipertensione maligna dei giovani, gli essudati molli disseminati e numerosi confluiscono in “banchi di neve" (sotto).
Gli essudati “duri” con contorni netti tendono a confluire configurando varie strutture, a stella maculare, arcipelago, cercine etc. e vengono considerati come depositi extravasali di sostanze lipoproteiche.
Essudati duri a stella
4° stadio : insorge una papilla da stasi per comparsa d'ipertensione endocranica (retinopatia ipertensiva maligna).
Retinopatia diabetica
Forma non proliferante. I vasi alterati presentano zone d'indebolimento con dilatazione microaneurismatica della parete e tendenza al sanguinamento con emorragie retiniche con successivo edema e/o ischemia. L’edema provoca un rigonfiamento retinico o l’accumulo di grassi e proteine (essudati duri). L’ischemia è il risultato dell’occlusione dei vasi capillari; ciò favorisce il passaggio alla forma proliferante.
Forma proliferante. Quando i capillari retinici occlusi sono numerosi, compaiono ampie zone di sofferenza retinica (aree ischemiche ed essudati molli o cotton-wool spots). Queste zone nel tentativo di supplire alla ridotta ossigenazione, reagiscono stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni (neovasi anomali con parete molto fragile e crescita disordinata, facile sanguinamento che determina emorragie vitreali e conseguente formazione di tessuto cicatriziale, il quale contraendosi progressivamente, può provocare il raggrinzimento e/o il distacco della retina.
Visione con retinopatia diabetica





































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