mercoledì 10 febbraio 2010

Fegato: corso di ecografia. Lezione 4

Regola generale: per l'esame il paziente deve trattenere il respiro durante le scansioni con sonda da 5 Mhz (2,5 - 5 Mhz a seconda della circonferenza dell'addome). Questa deve essere inclinata il più possibile in senso craniale.Nella scansione obliqua sottocostale dx, in profonda inspirazione, si visualizza la cupola epatica con il diaframma, le vene epatiche, i rami portali, i dotti biliari e la colecisti + il parenchima. Nella scansione longitudinale epigastrica ed intercostale, si visualizza l'ilo epatico, le vie biliari, la vena porta e le porzioni laterali del fegato. Dimensioni normali ed epatomegalia: in scansione trasversale si misura la distanza dal centro del corpo vertebrale che appare nella scansione al margine epatico laterale. Normale = 13 cm, epatomegalia= superiore a 15 cm.Il tessuto epatico normale ha una fine ed omogenea puntinatura, molto simile a quella della milza.Nelle epatiti croniche e nella cirrosi epatica si ha la perdita di questo aspetto ecografico che si manifesta con uno schiarimento diffuso e con un margine epatico frastagliato irregolarmente. Le malattie focali ad aspetto grafico, principalmente noduli, sono costituiti da un alone scuro (vallo infiammatorio) che circonda il nodulo. Le strutture vascolari intraepatiche da esaminare sono: vena porta, via biliare, arteria epatica; le tre viaggiano insieme e quindi sono facilmente identificabili (costituiscono la Triade di Glisson). Le vene epatiche invece sono assi vascolari simili a digitazioni (vena epatica destra, media e sinistra). Possono nei casi dubbi essere differenziate dalla vena porta e dai rami portali grazie al "Segno della freccia" (valido solo per le scansioni condotte sopra l'ilo epatico): le vene epatiche formano infatti un immagine a V aperta in senso craniale (V= diforcazione), mentre la vena porta punta la V inferiormente.Sotto l'ilo epatico puntano entrambe in senso craniale. A sx V aperta in direzione craniale = vena sovraepatica; a dx V aperta in senso caudale = vena porta.In caso di stasi epatica cronica, le vene sovraepatiche dimostrano alcune modificazioni tipiche: dilatazione, decorso evidenziabile fino alla periferia (capsula epatica), dilatazione associata a versamento pleurico. Steatosi epatica: si manifesta ecograficamente con un aumento della compattezza degli echi conferendo al fegato un aspetto brillante; esistono due varianti: steatosi a carta geografica (pseudotumorale) e steatosi a chiazze. Steatosi epatica tossica : con l'aumento della gravità e dei depositi di tessuto connettivo si assiste ad un aumento di riflessi grossolani e alla formazione di una struttura densa ed iperecogena. Attenuazione degli ultrasuoni già dopo una scarsa profondità di penetrazione; irregolarità del calibro ed atrofia delle vene epatiche e dei piccoli rami della vena porta. Inoltre incipiente granulazione ed ondulazione del contorno ed crescente allargamento della vena porta
Diagnosi di epatite steatosica: vene epatiche evidenti solo a tratti e necrosi e fibrosi del parenchima.Diagnosi differenziale tra cisti, metastasi e sezione di vaso: le vene sovraepatiche come le metastasi epatiche hanno contorni ecografici mal definiti; è quindi opportuno eseguire scansioni ravvicinate dell'area in questione per seguire l'eventuale decorso del vaso.Ricercare nel sospetto di una cisti epatica (priva di echi al suo interno) l'eventuale rinforzo distale. In caso di emangiona cavernoso epatico, oltre l'assenza di rinforzo distale, vi saranno presenti calcificazioni nel contesto della lesione.Epatite virale acuta: organo ipoecogeno con buona trasmissione del fascio ultrasonoro ed ispessimento della colecisti. Epatite cronica: echi grossolani, irregolari e disomogenei per grandezza, brillantezza, compattezza. Vene epatiche irregolari a cavaturacciolo. Cirrosi:aspetto disomogeneo; fase iniziale e fase conclamata (foto).In caso di ascite, il liquido si raccoglie in prima istanza nel luogo maggiormente declive dell'addome ossia l'angolo epatorenale (tasca di Morrison) dove deve essere ricercato.Il versamento peritoneale ha un aspetto ecografico anecogeno con nel suo contesto filamenti di fibrina. Nel caso di un versamento di natura benigna, le anse intestinali (con gas) nuoteranno o galleggeranno libere nel liquido con un aspetto ad "anemone di mare"; viceversa in caso di versamento maligno, le stesse resteranno adese alla parete addominale posteriore. Quando il versamento è abbondante, si dispone attorno al fegato risparmiando solo l'area nuda, punto di contatto con il diaframma. Anche la colecisti, dotata di un lungo mesentere, galleggia e presenta solitamente pareti ispessite. Il liquido può penetrare nella borsa omentale e separare lo stomaco dal pancreas o lungo la scissura del legamento venoso, separando il lobo caudato da quello sinistro.Ascite di grado elevato:quando si ha un versamento massivo, anche il fegato galleggia nel liquido e la capsula non risulta più evidenziabile anche se costituita da tessuto fibroso ecogeno. A sx: fegato, superiormente ombelico, a dx, anse intestinali iperecogene. E' presente anche versamento pleurico.Metastasi epatiche: l'ecogenicità dipende dal tumore primitivo; possono essere ipo, iso ed iperecogene. Nel caso sottostante (carcinoma broncogeno), le metastasi multiple hanno un aspetto scarsamente riflettente. In basso a dx: rene.
Nella foto superiore: metastasi ipoecogene con presenza di neovascolarizzazione (in basso tra le due metastasi poste sullo stesso piano di scansione è visisbile chiaramente un vaso anomalo a decorso arcuato).
Metastasi necrotiche Metastasi ecogene in caso di carcinoma dell'ovaio. Presenza di versamento ascitico.

Piccole metastasi intensamente ipoecogene con o senza margine ipoecogeno, indicano una recente insorgenza; metastasi multiple dello stesso aspetto indicano metastatizzazione simultanea, quelle di aspetto e di dimensioni differenti suggeriscono invece diverse generazioni tumorali.
HCC (tumore epatico primitico o epatocarcinoma): lesione con area di necrosi centrale. Tipica l'invasione vascolare. Può essere iso-ipo o iperecogeno, spesso senza margine se solitario o sporadico nelle cirrosi epatiche.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Vorrei farti una domanda ...
faccio ogni due anni l'ecografia al fegato per hcv positività(transaminasi sewmpre basse,viremia bassa e ceppo non responsivo alla cura),finora tutto bene a parte due angiomi .
In febbraio ho fatto l'ecografia con il fibroscan e mi si sono aggiunte due cisti al tutto .
Un mese fa mi è stato diagnosticato un k mammella con meta linfonodali ( T1c,L1,Mx -G2)
sto facendo gli accertamenti di routine prima della mastectomia ( lunedi 28)tra cui l'eco fegato ...dove mi hanno riscontrato nuove cisti che "vanno indagate"perchè forse....mi è stato fatto intendere che potrebbero essere lesioni secondarie ...ho interpellato il mio epatologo che dice che le lesioni metastatiche sono diverse dalle cisti ma abbiamo parlato al telefono e non mi è parso del tutto convinto ...
non ho ancora il risultato della scinti ossea ,le transaminasi restano basse ma sono un pò in pensiero ...
tu che cosa dici così a naso ?
(ps ho 42 anni e sono infermiera )
ti ringrazio se vorrai rispondermi ,magari anche ti conosco perchè dici che lavori nel nordest ...
ciao Barbara

guard runner ha detto...

ciao. solitamente le cisti epatiche sono facilmente diagnosticabili ecograficamente e non dovrebbero essere confuse con le matastasi (o lesioni ripetitive, come si usa oggi dire per eufemismo). le cisti sono ben delimitate,a margini netti, regolari, con rinforzo acustico posteriore; insomma è difficile sbagliare. Probabilmente nel tuo caso si tratta solo di ottenere una certezza assoluta diagnostica che solo con una eventuale biopsia epatica si ha, anche in virtù del prossimo intervento che dovrai subire. Per la prognosi un conto infatti sono le meta linfonodali, un altro quelle epatiche.Per avere un quadro più completo bisognerebbe esaminare l'ecografia.Purtroppo queste lesioni seguono fedelmente le caratteristiche del tumore primitivo e così possono essere ecogene, ipo o iperecogene (da cui il dubbio diagnostico: cosa sono?),ma solitamente mostrano caratteri che le distinguono dalle cisti: calcificazioni, necrosi centrale,irregolarità di struttura eccetera. Ti auguro che tutto vada per il verso giusto e che questa situazione si possa risolvere presto e bene. Un grosso in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

..mah...staremo a vedere ...sai noi che ci lavoriamo ...ci facciamo un sacco di paranoie ...

avevo appena "digerito "il k mammario..l'ipotesi di "ripetizoni altrove" è un po piu dura da mandare giù

comunque grazie per la spiegazione esauriente ..è da un pò che ti leggo ..

Barbara

guard runner ha detto...

non sono paranoie. purtroppo si conosce a meraviglia il modo di lavorare di taluni personaggi, l'organizzazione delle strutture in cui si lavora.la malattia, le persone passano in secondo piano.magari le cure son peggio della malattia stessa. io ci sono passato lo scorso anno.brutta esperienza. ancora in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Ciao guard runner ,
sono l'infermiera con la neoploasia mammaria ...
fatta la mastectomia e svuotamento ...
l'istologico del pezzo operatorio non era molto incoraggiante comunque ...
sto facendo la chemioterapia ...
3 cicli di fec 100 + 3 cicli di taxotere ...
è dura ma ...se devo essere sincera tra un ciclo e l'altro ho imparato a "godermi la vita sul serio "( e non è una magra consolazione ma un dato di fatto !
ciao
Barbara