Questo blog ha uno scopo esclusivamente informativo oltre che di raccordo mnestico per l'autore. Ogni sforzo è stato condotto per renderlo chiaro, aggiornato, facilmente comprensibile da un pubblico molto eterogeneo; tuttavia non è possibile escludere eventuali omissioni ed errori, come anche possibili difficoltà interpretative da parte dei lettori.
mercoledì 28 ottobre 2009
Intolleranze alimentari
martedì 27 ottobre 2009
Coumadin e Sintrom; come salvarsi la pelle
Anche ieri due casi di emorragia cerebrale in corso di trattamento con warfarin, naturalmente mortali. Ho scoperto con rammarico come alcuni colleghi deleghino il controllo e la gestione del rapporto I.N.R. - Warfarin al reparto di cardiologia, adducendo aspecifici motivi medico legali; alcuni altri e lo so per certo, hanno alcune incertezze in materia. Dato che il Warfarin è spesso considerato alla stregua di uno Smarties al cioccolato (ed è assunto qualche volta con la stessa disinvoltura) e talvolta ci sono delle dimenticanze da parte di alcuni pazienti circa il monitoraggio dello stesso, ecco alcuni accorgimenti fai da te per l'autogestione in attesa del medico di fiducia. Perchè funziona? Il warfarin è un farmaco anticoagulante cumarinico; il meccanismo d'azione è dovuto alla sua capacità di antagonizzare le funzioni della vitamina K (Koagulation vitamin). Viene utilizzato nelle terapie mediche e trova anche applicazione come topicida.
Innanzi tutto considerare solo l'I.N.R. (International Normalised Ratio) e non PT (tempo di protrombina), cioè il dato che in qualsiasi parte del mondo voi siate è standardizzato ed identico a quello italiano (I.N.R. = 2,5 a Roma = I.N.R. 2,5 a Bangkok).
Antiepilettici (Carbamazepina-tegretol: INR può scendere nel corso di 10-35 giorni. Monitorare frequentemente INR - almeno una volta alla settimana - quando si inizia questo farmaco. La dose di Coumadin deve essere circa raddoppiata). Fenitoina : effetto imprevedibile; necessario monitorare spesso INR fino a stabilizzazione dei valori.
Antibiotici: aminoglicosidici, cefalosporine, macrolidi, penicilline, sulfonamidici, tetracicline (agiscono sulla flora batterica intestinale modificando anche l’assorbimento della vitamina K). Consigliabile l’uso di fermenti lattici durante il trattamento con antibiotici. Metronidazolo (flagyl): evitare l’associazione se possibile; se necessaria ridurre il dosaggio di anticoagulanti di circa 1/3-1/2. Antimalarici, antiparassitari,antitubercolari, antifungini x via vaginale e generale.
Ipolipemizzanti: statine, resine che legano gli acidi biliari, fibrati (sono state segnalate interazioni importanti per cui si consiglia di controllare nl’INR dopo 3-5 giorni dall’inizio di questi farmaci e seguire l’andamento dell’INR). Vaccini: non somministrare intramuscolo, meglio nel braccio sottocute. Vitamine A, E, D, K.
Anticoagulanti : se non vi sono particolari motivi evitare l’assunzione di aspirina, ticlopidina, clopidogrel, sulfinpirazone, dipiridamolo. La bromelina e gli omega3 possono potenziare l’effetto degli anticoagulanti.
PubMed- National Library of Medicine Al Lodwick- 2002. Warfarin:Rat poison to wonder Drug. A Guide to its use and Interactions.
Cancro del seno mascellare
Si esegue quest’incisione sul labbro superiore nella linea mediana, la si estende alla columella e quindi lateralmente alla giunzione tra l’ala e la guancia, poi verso l’alto nella palpebra inferiore verso l’angolo palpebrale interno all’occhio. Si esegue un‘estensione laterale dell’incisione lungo la palpebra inferiore ; la si collocherà solamente pochi millimetri sotto il margine tarsale per ridurre al minimo l’edema postoperatorio della palpebra inferiore. Si esegue un’incisione nella plica gengivale superiore, arretrata quanto il margine posteriore del palato duro e si solleva il lembo dalla guancia.
Con strumenti per tagliare ossa, quali martello, scalpello, la perforatrice ad aria compressa o la sega elettrica, si seziona trasversalmente la parete anteriore sotto la cresta orbitale e si esplora il tetto del seno per stabilire se è interessato dalla lesione. Si espone lateralmente l’osso zigomatico e si seziona l’attacco dello zigomo con la mascella. Il processo mandibolare è separato medialmente dal maso. Il palato duro è diviso dalla linea mediana.
Il campione osseo viene mobilizzato in tutte le direzioni quando si tagliano gli attacchi dei tessuti molli con una grande forbice ricurva. Si curettano con attenzione il seno etmoide e sfenoide per stabilirne l’interesamento. Se il pavimento orbitale è cointeressato, si asporta il suo contenuto assieme al campione, strappando il periostio e sezionando trasversalmente l’osso zigomatico lateralmente. Se il tumore si è esteso posteriormente e lateralmente ed ha invaso la fossa pterigoidea, bisognerà prevedere l’esecuzione di una mandibolectomia parziale durante l’intervento. Dopo l’antrectomia parziale se il palato non viene ricostruito con lembi di tessuto molle, si rivestirà il lembo della guancia con un innesto cutaneo a spessore parziale e si chiuderà il difetto con un impacco di garza imbevuta di balsamo del Perù. L’impacco dovrà rimanere in sede per circa 10 giorni, dopodichè lo si toglierà e si irrigherà la cavità per più volte al giorno con una soluzione composta da parti uguali di normale soluzione clorurata e di perossido di idrogeno. Il paziente riceverà un’alimentazione liquida
attraverso un sondino nasogastrico.
Dopo alcuni giorni di solito i pazienti sono in grado di assumere un’alimentazione liquida per bocca. Si può iniziare con una radioterapia postoperatoria dopo due settimane e la si continuerà sino a che non sarà stato completato un ciclo completo di radioterapia con 6000 rad. Dopo che la reazione acuta si sarà placata, di solito si costruisce una protesi odontoiatrica con otturatore. Fonte: Neoplasie del cavo orale: W. Carl K. Sako. Scienza e tecnica dentistica Edizioni internazionali s.r.l. Milano
domenica 25 ottobre 2009
Gattonare da adulti; Sindrome di Uner Tan?
Dopo il ricovero per tale problema, il soggetto non ha più tentato la marcia su due gambe, preferendo quella su quattro arti, sebbene il padre anche con modi rudi, abbia cercato di incoraggiare la stazione eretta. Supponendo una Sindrome di Uner Tan, gli autori hanno condotto delle indagini diagnostiche a livello cerebrale, non riscontrando però anomalie a livello cerebellare ne a livello del vermis ed altre strutture (corteccia, gangli della base, corpo calloso); inoltre assenza di segni e di sintomi cerebellari.

venerdì 23 ottobre 2009
Retinoblastoma : quando una foto ti può salvare la vita
Il retinoblastoma è un tumore relativamente raro con incidenza di 1 caso ogni 15-20.000 nati vivi/anno. In Italia si stima un numero di almeno 60-70 nuovi casi-anno. Come per gli altri tumori maligni, la diagnosi precoce è un importante fattore prognostico. Può essere diagnosticato in un occhio solo o in entrambi. Alla diagnosi si può presentare come unica massa tumorale o come multipli focolai neoplastici. Circa il 70% dei casi è unilaterale, mentre nei restanti è bilaterale. L'età media d'insorgenza è molto più precoce nei casi bilaterali (12 mesi rispetto ai due anni nel bilaterale). I primi segni e sintomi sono osservati più spesso dai genitori o dai parenti, a volte anche alcuni mesi prima della diagnosi, come il riflesso bianco o "riflesso fosforescente ad occhio di gatto" o leucocoria: si tratta del riflesso nella pupilla della massa neoplastica. Da non confondere con: la Cataratta (colore bluastro-azzurro), un processo di progressiva perdita
di trasparenza del cristallino. Questo è legato a fenomeni di ossidazione delle proteine che lo costituiscono; è il risultato di un fenomeno biochimico che si verifica con l'aumentare dell'età. L'allungamento della vita media ha portato a un aumento del numero di casi, tanto che oggi l'intervento di asportazione della cataratta è uno dei più eseguiti in tutti gli ospedali del mondo. Anche se si tratta di una patologia tipica della senescenza, può interessare anche età meno avanzate, ma in questi casi si tratta di cataratta legata a fattori secondari (diabete, fenomeni infiammatori, esposizione eccessiva a radiazione infrarossa o ultravioletta, cause iatrogene e congenite). Ed inoltre con il post intervento di cataratta, in cui può evidenziarsi una condizione di sbilanciamento rifrattivo che talvolta puo' essere notevole tra i due occhi (aspetto di occhio vuoto all'interno).
Molto spesso la leucocoria è notata dai genitori nelle foto fatte con il flash in ambienti poco luminosi; mentre la pupilla appare rossa o scura (retina), l'altra presenta un riflesso biancastro (tumore retinico).

giovedì 1 ottobre 2009
Vaccino anti HPV: alcune voci fuori dal coro
Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997 e per le loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura, perché le bambine in gran numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papillomavirus, accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a trasmissione sessuale. L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non, Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione. Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase: “Se tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”. Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo, sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale. Allarmismo del tutto ingiustificato. Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile. In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi. Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni trattabili. Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre molto tempo, circa 20/40 anni, un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi. "Quindi l'infezione non è una malattia, ma un fattore di rischio" (Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo). “Se le mamme volessero sapere quanto dura l'immunità e se fra qualche anno si dovrà fare un richiamo o se l'essersi vaccinati non porrà altri problemi più avanti, e se le bambine che si vaccinano oggi saranno davvero protette dal tumore, si dovrebbe ammettere molto candidamente che per nessuna di queste domande c'è risposta” (Dr. G. Remuzzi immunologo).Cosa c'è nel vaccino? Il virus vivo (papilloma) geneticamente modificato. Chiarito questo, non c'è logica nella direttiva Ministeriale; perché produrre un danno immediato alle bambine di 11/12 anni che non fanno sesso, per evitare una ipotetica malattia fra 20/30/40 anni con un vaccino sperimentale che ha copertura non garantita di soli 5 anni? Informativa. I vaccini anti HPV (human papilloma virus) attualmente sul mercato sono due: Gardasil (€ 564 per tre iniezioni) commercializzato negli Stati Uniti dalla Merck Phalmaceutical, coadiuvata in Europa dalla partner francese Sanofi-Pasteur. In concorrenza pronto anche il Cervarix prodotto dalla Glaxo Smith Kline britannica. Si profila una guerra tra aziende per conquistare il mercato. La vaccinazione proteggerebbe dai due ceppi 16 e 18 sui 100 virus HPV conosciuti. Si tratta di un'iniezione intramuscolare iniziale e due richiami entro sei mesi. Si prevedono altri richiami dopo 5 anni al termine della presunta protezione. Anche i Paesi europei hanno reso disponibili sul mercato il vaccino HPV, ma l'Italia è il primo che lo distribuisce gratuitamente alle 11enni. I finanziamenti in Italia ammontano a 100 milioni di euro e forse più, che fa capire che questo è un business sanitario per gestire fondi da capogiro. Nel Notiziario Ministeriale Febbraio 2008, la Ministra Livia Turco, scrive: “l'offerta pubblica gratuita della vaccinazione è rivolta alle bambine tra gli 11 e i 12 anni perché in questa fascia è massimo il profilo beneficio-rischio”. Ma i rischi non li enuncia, li omette con sapiente rimozione. Ha ricordato che “Alla base dell'età... c'è la volontà di facilitare l'offerta anche a bambine che altrimenti non avrebbero accesso per ragioni sociali, agganciandosi alla frequentazione della scuola dell'obbligo...”(24.11.07). Quindi scelta strumentale e classista. Turco ammette: “è un'offerta... a uso controllato per sorvegliare attivamente gli effetti sulla popolazione esposta al vaccino”. Quindi è rischiosa sperimentazione di massa sulle bambine cavie. Turco propone: “particolare cautela di somministrazione nell'età fertile” perché “i dati attualmente disponibili non sonosufficienti...”. Quindi si dovrà considerare il Ministero e la Turco responsabili penalmente di eventuali morti intrauterine o anomalie congenite da vaccino di donne rimaste gravide a sorpresa, dopo essere state vaccinate. Turco precisa: “saranno le evidenze scientifiche, degli studi di efficacia a dirigere la scelta di estendere la vaccinazione contro il Papilloma virus ad altre categorie di giovani donne...”. Negli Stati Uniti, che sono stati i primi ad autorizzare il vaccino nel giugno 2006, solo 5 Stati dei 50 lo raccomandano. Dopo le violente polemiche esplose nel Texas, giungono le voci di medici, scienziati ed esperti che testimoniano di non essere stati consultati prima della travolgente ordinanza esecutiva del governatore del Texas Rick Perry e denunciano che il Gardasil è pericoloso e non testato, distribuito per puro profitto, responsabile di pericolosi effetti collaterali.Effetti negativi sono stati segnalati in 20 Stati, “le reazioni vanno dalla perdita della coscienza al collasso” riporta The Washington Time. “Alcune bambine hanno accusato gravi mal di testa, capogiri, nausea, febbre e perdita temporanea della vista...”. “Segnalati 13casi di sindrome di Guillan Barrè”. Il National Vaccine Information Center segnala 5 morti, 51 invalide e 1.358 ricoverate d'urgenza. L'Association Press denuncia che il governatore del Texas Rick Perry ha stretti legami con la Merck Pharmaceutical da cui ha ricevuto soldi per la sua campagna di rielezione. “Perry ha legami con donne di Governo, gruppo di pressione intergovernativo nazionale che si batte per una legge obbligatoria e ha ricevuto fondi dalla Merck”. Tutti e 50 gli Stati sono stati bersaglio, tramite pagamenti ai governatori ed ai funzionari, degli sforzi dei maggiori lobbisti (NY Times 17.02.07). Anche in Europa esiste la lobby delle donne che hanno siglato la giornata anti-HPV. In Italia nel giugno '07 è stata costituita la“Commissione Salute delle Donne” a tal fine. Nel novembre '05 nasce l'Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (O.N.Da), presidente Francesca Merzagora voluto da ditte farmaceutiche che “credono nella sua mission”, collegato all'IEO istituto oncologico di Veronesi che si è posto come pioniere della Vaccinazione anti-HPV, iniziando uno studio clinico per vaccinare a 17 e 18 anni. Collabora nella campagna di propaganda partita il 23 Febbraio dal Ministero della Sanità, che comprende spot televisivi Collabora nella campagna di propaganda partita il 23 Febbraio dal Ministero della Sanità, che comprende spot televisivi e radiofonici ingannevoli di “persuasione mediatica”.





















