La "discesa" dei nostri antenati dalle foreste alle pianure ha favorito lo sviluppo d’arti inferiori in grado di sostenere indipendentemente il nostro peso corporeo e di consentire la marcia e la corsa. Il linguaggio ha poi reso possibile la comunicazione attuata in modo raffinato; il ragionamento, la pianificazione di azioni individuali e collettive. Un fisiologo turco, il professor Uner Tan dell’Università Cukurova di Adana, la pensa in modo diverso: egli sostiene infatti che tutti questi tratti tipicamente umani possano essere il risultato di un singolo processo evolutivo. Si sarebbe trattato di un evento evolutivo “puntuale”, uno di quelli messi a suo tempo in evidenza da Stephen J. Gould e Richard Lewontin e non di un’evoluzione graduale come tradizionalmente contemplata nella classica teoria darwiniana . Egli basa questa convinzione su una scoperta molto insolita che porta già il suo nome; clinicamente è definita come un caso raro d’atassia cerebellare che si manifesta con il quadrupedalismo e con il camminare solo e sempre sulle mani e sui piedi procedendo in linea obliqua, un linguaggio essenziale e ridotto, grave ritardo mentale, ridotta coscienza di se, postura normale ricurva e a testa china anche da seduti. In realtà questi soggetti potrebbero incarnare “il mito” dell’anello mancante.
Foto 1: Sindrome di Uner Tan; gruppo familiare. Un numero dell’ International Journal of Neuroscience (116:1539–1547,2006) descrive con dovizia di particolari questa sindrome e racconta come in uno sperduto villaggio della Turchia ai confini con la Siria nella provincia di Iskenderum (la città di Alessandro Magno), il medico Osman Demirhan abbia scoperto questo caso e chiamato a raccolta il Prof. Uner Tan con un’equipe di fisiologi, neurologi e psicologi per studiarlo a fondo.
In questo villaggio una coppia di lontani consanguinei ha avuto ben 19 figli, cinque dei quali sono affetti da questa sindrome (4 femmine ed 1 maschio); gli altri 12 sono tutti normali, anche se due di questi sono deceduti precocemente. L’età varia tra i 14 e i 36 anni. L’analisi genetica ha evidenziato l’espressione di un carattere recessivo portato da un cromosoma non sessuale;
la risonanza magnetica, un rimpicciolimento del corpo calloso(A) e del cervelletto (Vermis) (B).
Foto 2: Uno dei cinque soggetti appartenenti alla stessa familia ed affetti dalla Sdr di Uner Tan. E' l'unico maschio e cammina sulle mani e sui piedi procedendo spesso in linea obliqua.
Nel deambulare come detto, questi soggetti si muovono speditamente appoggiando gran parte del peso sui polsi e con le palme rivolte in avanti; si noti come invece le scimmie si appoggino sulle nocche. Si tratta quindi di un tratto del tutto insolito. Inoltre a differenza dei bambini piccoli che si muovono a “quattro zampe”, essi non camminano appoggiandosi sulle ginocchia, bensì mantenendo le gambe estese e con notevole sforzo, riescono a stare fermi in piedi, ma non sono in grado di camminare sulle sole gambe.
Foto 3: si evidenziano le callosità dei palmi delle mani di un appartenente al gruppo familiare.
Capiscono sufficientemente il curdo tanto da poter comunicare con gli estranei e tre di loro sono in grado di intendere anche qualche vocabolo turco, ma è difficile comprendere quello che dicono dato che la loro sintassi è povera ed il vocabolario limitato (circa cento parole). Si capiscono solo tra loro e con i genitori; non sanno ripetere gran parte delle parole per loro nuove, non sanno rispondere nemmeno alle più semplici domande (in che paese vivi?) e non sono in grado di piegare un foglio di carta. Ciò potrebbe confermare il carattere peggiorativo e non evolutivo delle mutazioni casuali (vedi i precedenti post sull'argomento).
Nel deambulare come detto, questi soggetti si muovono speditamente appoggiando gran parte del peso sui polsi e con le palme rivolte in avanti; si noti come invece le scimmie si appoggino sulle nocche. Si tratta quindi di un tratto del tutto insolito. Inoltre a differenza dei bambini piccoli che si muovono a “quattro zampe”, essi non camminano appoggiandosi sulle ginocchia, bensì mantenendo le gambe estese e con notevole sforzo, riescono a stare fermi in piedi, ma non sono in grado di camminare sulle sole gambe.
Capiscono sufficientemente il curdo tanto da poter comunicare con gli estranei e tre di loro sono in grado di intendere anche qualche vocabolo turco, ma è difficile comprendere quello che dicono dato che la loro sintassi è povera ed il vocabolario limitato (circa cento parole). Si capiscono solo tra loro e con i genitori; non sanno ripetere gran parte delle parole per loro nuove, non sanno rispondere nemmeno alle più semplici domande (in che paese vivi?) e non sono in grado di piegare un foglio di carta. Ciò potrebbe confermare il carattere peggiorativo e non evolutivo delle mutazioni casuali (vedi i precedenti post sull'argomento).






















