venerdì 24 aprile 2009

Bulimia nervosa

Incidenza: 12/100.000/anno; 82/100.00/anno (pop. femminile 20-24 aa). Prevalenza 0.5-1.8%. Sesso femminile nel 85-90% dei casi. Esordio tra i 12 e i 35 anni (media 18 anni).Livello socio-economico medio-alto. Aspetti nucleari: distorta percezione dell’immagine corporea, perdita di controllo sull’alimentazione, abbuffate, condotte di eliminazione, in genere mantenimento di un peso adeguato. Diagnosi: ricorrenti abbuffate; un’abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti elementi: mangiare, in un definito arco di tempo, una quantità di cibo significativamente maggiore a quella che la maggior parte della gente mangierebbe nello stesso arco temporale in circostanze simili; sensazione di perdita di controllo durante l’episodio. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso come vomito autoindotto, abuso di lassativi, enteroclismi, digiuno, o esercizio fisico eccessivo. Le abbuffate e le condotte eliminatorie si verificano entrambe in media almeno 2 volte alla settimana, per 3 mesi. I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma dal peso corporei. L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa. Sottotipi ; con condotte di eliminazione : nell’episodio attuale di bulimia nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi. Senza condotte di eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori inappropriati, quali il digiuno o l’esercizi fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
Quadro clinico: ingestione di alimenti ad elevato contenuto calorico, ricchi di carboidrati e grassi con frequenza pluriquotidiana. Assunzione vorace, caotica, compulsiva, con senso di perdita del controllo, in solitudine. Sentimenti di colpa, vergogna, depressione e disgusto di sé, impulsività e gesti autolesivi. Condotte di eliminazione: vomito autoindotto, abuso di lassativi o diuretici, attività fisica compulsiva.
Fattori prognostici negativi e criteri per il ricovero : pregressa anoressia nervosa, grave distorsione dell’immagine corporea, sesso maschile, condotte di abuso. Altri criteri per il ricovero: complicanze internistiche, rifiuto o inefficacia del trattamento ambulatoriale, rischio di suicidio, uso di sostanze stupefacenti, diabete mellito, gravidanza, obesità e sue complicanze.
Decorso ed esiti : non esistono attualmente in letteratura studi di follow-up a lungo termine. Mortalità 3%, malnutrizione, squilibri elettrolitici, suicidio.
Complicanze : Odontoiatriche, erosione smalto/carie , patologie parodontali. Gastroenteriche, ipertofia ghiandole salivari, esofago di Barrett, ematemesi, perforazione/rottura gastrica/esofagea, svuotamento gastrico rallentato, colon catartico. Cardiovascolari: anomalie ECGrafiche, ipotensione. Dermatologiche: cute secca. Ginecologiche: rischio aborto raddoppiato. Neurologiche: convulsioni, anomalie EEGrafiche. Renali: nefropatia ipokaliemica. Polmonari:polmonite ab ingestis, pneumomendiastino.
Intevento psico-educazionale: fornire informazioni specifiche sui meccanismi attraverso i quali il disturbo è insorto e si mantiene. Accrescere la motivazione e ridurre l’atteggiamento difensivo.Trattamento : BN come equivalente epilettico. Frequenti oscillazioni dell’umore. Frequente comorbidità con BIP. Anticonvulsivanti: razionale.
Ipotesi della BN come equivalente epilettico : studi condotti negli anni ’ 70 mettevano in rilievo alcune somiglianze tra la Bulimia e l’Epilessia, dal momento che le abbuffate venivano riferite dalle pazienti e studiate dai clinici come fenomeni “episodici, egodistonici ed incontrollabili” e talora precedute da un’alterazione dello stato di coscienza assimilabile all’aura epilettica. Attualmente altri aspetti psicopatologici, indubbiamente più fondati, giustificano un trattamento con farmaci antiepilettici. In particolar modo esso trova un suo razionale nel discontrollo degli impulsi; sia nella BN che nel BED le pazienti vivono la crisi bulimica come un “impulso incontrollabile” ed inoltre é stata osservata un’ elevata comorbidità con altri disturbi del controllo degli impulsi, quali uso di sostanze psicotrope, gesti automutilanti, frequenti tentativi autolesivi messi in atto con modalità impulsive. Studio controllato CBZ-Placebo nel trattamento della Bulimia Nervosa. Kaplan e Coll. (1983). La CBZ è un farmaco largamente utilizzato nel trattamento dell’epilessia, efficace anche nel trattamento del disturbo bipolare, questo consente di spiegare la risposta positiva riportata da Kaplan per la possibile comorbidità di bulimia nervosa e disturbi affettivi. Herridge e Pope (1985) Suggeriscono che il Valproato, può dimostrarsi efficace in alcune pazienti bulimiche e maggiormente nelle pazienti che manifestano sintomi riferibili ad un disturbo bipolare o ciclotimico, rispetto a quelle in cui è presente una fenomenica esclusivamente depressiva.
I nuovi Anticonvulsivanti. Uno dei limiti nell’impiego di farmaci antiepilettici tradizionali quali la Cbz e l’Ac. Valproico, così come sali di litio, é rappresentato dall’ incremento dell’appetito e dal conseguente incremento ponderale. Questo effetto collaterale, nelle pazienti che presentano come elemento nucleare del quadro psicopatologico episodi di binge, può spesso tradursi in un aumento degli episodi di discontrollo alimentare ed in una sospensione della terapia in atto Negli ultimi anni sono state individuate numerose nuove molecole anticonvulsivanti con effetti indesiderati minori. Fra queste, il Gabapentin, il Topiramato la Lamotrigina. Uno dei vantaggi delle nuove molecole anticonvulsivanti é rappresentato dalla minore incidenza di incremento ponderale, uno degli effetti indesiderati che più incidono sulla compliance al trattamento nei pazienti con BN.
Monoterapia con SSRI per almeno tre mesi:
• Fluoxetina: 10 mg/die incrementabile di 10 mg ogni 7 giorni, sino a 60 mg/die;
• Sertralina: 25 mg/die incrementabile di 25 mg/die ogni 5 giorni, fino a 150-200 mg/die
• Citalopram: 10 mg/die, incrementabile di 10 mg ogni 5 giorni fino a 40 mg/die.
Se inefficace associare:
• Topiramato: 25 mg/die, incrementabile di 25 mg/die ogni 7 giorni, fino a 200-400 mg/die.
• Lamotrigina: 25 mg/die incrementabile di 25 mg/die ogni 5 giorni fino a 200 mg/die Oxcarbazepina*: 150 mg/die incrementabile di 150 mg ogni 5 giorni, fino a 300-600 mg/die
• Carbamazepina*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni, fino a 200-400 mg/die
• Acido valproico*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni, fino a 200-400 mg/die
• Gabapentin*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni fino a 300-900 mg/die
* comorbidità disturbi dell’umore, discontrollo degli impulsi; rischio di favorire incremento di peso
Se mancano insight e compliance associare:
• Aloperidolo: 0,5 mg/die, incrementabile di 0,5 mg ogni 5 giorni, fino a 1-2 mg die
Se SSRI inefficaci, sostituire con antidepressivo triciclico:
• Imipramina, Nortriptilina: 25 mg/die, da incrementare di 25 mg ogni 5 giorni, fino a 150 mg/die.

giovedì 23 aprile 2009

Anoressia nervosa

Incidenza: 6-8/100.000/anno; 80/100.000/anno (pop. femminile 15-19 aa). Prevalenza : 0.2-0.6% Insorgenza: due picchi, a 14,5 e a 18 anni (raro l’esordio dopo i 30 aa).Sesso femminile nel 85-90% dei casi. Esordio tra i 12 e i 35 anni (media 18 anni). Livello socio-economico medio-alto. Prevalenza : 0.7-4.6% (pop. generale), 30-70% (pop. obesi), 2/3 dei BED sono in sovrappeso e/o obesi. Dati demografici: F:M 3:2. Età al momento della diagnosi 30-40 anni. Fattori di rischio: sesso femminile, adolescenza - prima età adulta, paesi occidentali o industrializzati (aree urbane > rurali), coinvolgimento in peculiari professioni o discipline artistiche e sportive (moda, danza, ginnastica artistica, atletica, teatro, etc. Fattori di rischio generali: sesso femminile, adolescenza, vivere nella societàoccidentale.
Fattori di rischio generici.
Caratteristiche dell’infanzia:autosvalutazione,timidezza,perfezionismo,accondiscendenza,assenza di veri amici,fobie. Disturbi psichiatrici: depressione, disturbo d’ansia, alcolismo, disturbi della condotta. Disturbi psichiatrici dei genitori: depressione, disturbi d’ansia, alcolismo. Problematiche relazionali in famiglia: litigi, alte aspettative dei genitori ,criticismo dei genitori, iper/ipocoinvolgimento dei genitori, scarse manifestazioni d’affetto. Abusi sessuali o fisici: abuso sessuale, abuso fisico.
Fattori di rischio specifici.
Rischio di fare diete: membro della famiglia a dieta per qualsiasi motivo,critiche dei famigliari su peso, forme, alimentazione ,essere derisi per peso, forme, alimentazione,obesità dei genitori ,obesità personale nell’infanzia, frequentazione di ambienti che enfatizzano la magrezza . Altri fattori di rischio:menarca precoce, difficoltà alimentari precoci, aborti.
Fattori precipitanti: cambio di casa, città, paese, lutto, gravidanza, inizio relazione sentimentale, interruzione relazione sentimentale, abuso sessuale, abuso fisico, difficoltà scolatici, lavorativi, sportivi,esami scolastici,fallimenti scolastici o lavorativi o sportivi,stress per svariate ragioni,commenti critici per peso, forme, alimentazione.
Fattori predisponenti: eredità, disturdo dell’umore, abuso sostanze,obesità.
Fattori individuali: personologici, perfezionismo ,dp ossessivo compulsivo (AN), dp narcisistico (BN).
Fattori Biologici: disregolazione Serotoninergica, disregolazione noradrenergica, disregolazione dopaminergica.
Caratteristiche premorbose: timide, remissive, ubbidienti, perfezioniste, competitive, coscienziose, tese ad ottenere il massimo da ogni prestazione,ottimo rendimento scolastico,conformismo,tratti dipendenti di personalità,temperamento ciclotimico, impulsività
Aspetti nucleari: percezione distorta dell’immagine corporea, intensa paura di ingrassare, rapporto disturbato con il cibo, marcata perdita di peso,amenorrea.
Modalità d’esordio: insidioso con dieta motivata da modesto sovrappeso, seguita dallo sviluppo d’ ossessione o convinzione delirante sul peso,riduzione dell’apporto di cibo, motivata da vaghe difficoltà digestive,alimentazione apparentemente normale, seguita da eliminazione del cibo ingerito. Più raramente esordio acuto, in relazione ad eventi di perdita, separazione, insuccessi in ambito scolastico o affettivo.
Fase di stato: drastica riduzione dell’alimentazione, adozione di schemi dietetici rigidi e stereotipati, iperattività fisica, sensazione di benessere associata al calo ponderale,peso e cibo come idee prevalenti (cucinare pasti elaborati, verifica ossessiva del peso) ,frequente comparsa di abbuffate e condotte di eliminazione, sottostima o negazione della gravità della condizione di emaciazione.
Diagnosi: rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale per età/statura
,intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso.Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli d’autostima o rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso. Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea. Sottotipi:sottotipo Restrittivo:digiuno / severa restrizione calorica esercizio fisico strenuo.Assenti o solo sporadicamente presenti abbuffate o condotte di eliminazione. Sottotipo Bulimico:abbuffate,condotte di eliminazione (vomito autoindotto, abuso di lassativi o diuretici).
Complicanze: apparato riproduttivo, ipogonadismo ipogonadotropo,Rischio di Aborto. Apparato Muscolo-Scheletrico: osteoporosi, fratture Spontanee. Apparato Cardiovascolare: < massa miocardia, scompenso cardiaco congestizio. Complicanze Renali: diabete insipido,litiasi,danno tubulare.
Fattori prognostici negativi: insorgenza tardiva (>16 aa),sesso maschile,appartenenza al sottotipo bulimico,marcata entità del calo ponderale,presenza di altre patologie psichiatriche.
Criteri per il ricovero: grave o rapida perdita di peso,complicanze internistiche ,rifiuto o inefficacia del trattamento ambulatoriale ,elevata comorbidità psichiatrica (asse I/II),rischio di suicidio/Impulsività,ambiente familiare conflittuale.
Decorso ed esito:guarigione 0-30%, sintomi residui o sequele psicopatologiche 50%, mortalità 5-20%
Trattamento psicofarmacologico.
Ha lo scopo d'agire sul disturbo dell’immagine corporea,favorire un graduale incremento del peso
Monoterapia con SSRI per almeno tre mesi:
• Paroxetina: 10 mg/die, da incrementare di 10 mg ogni 5 giorni fino a 40-60 mg/die;
• Fluvoxamina: 25 mg/die, da incrementare ogni 5 giorni fino a 150-300 mg/die;
• Citalopram: 10 mg/die, da aumentare ogni 5 giorni fino a 40 mg/die.
Se inefficaci, utilizzare un triciclico:
• Amitriptilina: 10 mg/die, da aumentare di 10 mg ogni 3 giorni fino a 75-150 mg/die + Perfenazina: 1 mg/die, da aumentare di 1 mg ogni 3-5 giorni fino a 4-8 mg/die;
• Clomipramina, Desipramina, Nortriptilina: 10 mg/die, da aumentare di 10 mg ogni 3 giorni fino a 75-150 mg/die;
• Trimipramina: 5 mg/die, da incrementare di 5 mg ogni 3 giorni fino a 50-100 mg/die.
Aggiungere un neurolettico incisivo a basso dosaggio, tenendo conto del ridotto volume di distribuzione:
• Aloperidolo: 0,5 mg/die, incrementabile di 0,5 mg ogni 5 giorni fino a 1-2 mg/die;
• Pimozide: 1 mg/die, da aumentare di 1 mg ogni 5 giorni fino a 2-4 mg/die;
• Olanzapina*: 2,5-10 mg/die (incrementare di 2,5 mg ogni 5-7 giorni);
• Risperidone*: 1-4 mg/die (aumentare di 1 mg ogni 5-7 giorni)
* (case reports)
Per l’effetto antiemetico e procinetico, che consente di ridurre la sensazione di ripienezza e di gonfiore post-prandiale, possono essere utili:
• Levo-sulpiride
• Metoclopramide
• Domperidone.
Ha lo scopo di:
• agire sul disturbo dell’immagine corporea
• favorire un graduale incremento del peso
• bloccare le abbuffate ed il ricorso alle condotte di eliminazione
Monoterapia con SSRI per almeno tre mesi:
• Fluoxetina: 10 mg/die, da incrementare di 10 mg ogni 7 giorni fino a 60 mg/die;
• Sertralina: 25 mg/die, da incrementare di 25 mg ogni 5 giorni fino a 150-200 mg/die;
• Citalopram: 10 mg/die, da aumentare di 10 mg/die fino a 40 mg/die
Se inefficaci, utilizzare un triciclico:
• Imipramina, Nortriptilina, Desipramina: 10 mg/die, da aumentare di 10 mg ogni 3 giorni fino a 75-150 mg/die
Associare un neurolettico incisivo a basso dosaggio:
• Aloperidolo: 0,5 mg/die, incrementabile di 0,5 mg ogni 5 giorni fino a 1-2 mg/die
Stabilizzatori dell’umore (comorbidità, discontrollo): Oxcarbazepina:150mg/die,incrementabile di 150 mg ogni 5 giorni fino a 300-600 mg/die;
• Carbamazepina: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni fino a 200-400 mg/die;Acido valproico: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni fino a 200-400 mg/die;
• Gabapentin: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni fino a 300-600 mg/die;
• Topiramato*: 25 mg/die, incrementabile di 25 mg ogni 7 giorni fino a 100-400 mg/die;
• Lamotrigina*: 25 mg/die, incrementabile di 25 mg ogni 5 giorni fino a 100-200 mg/die
* (per mantenere il controllo sulle abbuffate e sulle condotte di eliminazione senza indurre ulteriore aumento di peso)
Monoterapia con SSRI per almeno tre mesi:
• Fluoxetina: 10 mg/die incrementabile di 10 mg ogni 7 giorni, sino a 60 mg/die;
• Sertralina: 25 mg/die incrementabile di 25 mg/die ogni 5 giorni, fino a 150-200 mg/die
• Citalopram: 10 mg/die, incrementabile di 10 mg ogni 5 giorni fino a 40 mg/die.
Se inefficace associare:
• Topiramato: 25 mg/die, incrementabile di 25 mg/die ogni 7 giorni, fino a 200-400 mg/die.
• Lamotrigina: 25 mg/die incrementabile di 25 mg/die ogni 5 giorni fino a 200 mg/die Oxcarbazepina*: 150 mg/die incrementabile di 150 mg ogni 5 giorni, fino a 300-600 mg/die
• Carbamazepina*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni, fino a 200-400 mg/die
• Acido valproico*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni, fino a 200-400 mg/die
• Gabapentin*: 100 mg/die, incrementabile di 100 mg ogni 5 giorni fino a 300-900 mg/die
* comorbidità disturbi dell’umore, discontrollo degli impulsi; rischio di favorire incremento di peso

giovedì 16 aprile 2009

Ciao Darwin? Parte seconda

Darwin ed i suoi dubbi: “ supporre che l’occhio umano possa essersi formato per evoluzione sembra, lo ammetto francamente, del tutto assurdo”. Inizialmente infatti, egli postulava che la vita fosse originariamente impressa in alcune specie o forse solo in una, quella umana.
“Se è difficile accettare che l’evoluzione dell’occhio umano sia prodotto del caso, lo è ancor più accettare che l’evoluzione dell’intelligenza umana sia prodotto di guasti casuali nelle cellule cerebrali dei nostri antenati”; Robert J. Astrow, astronomo.

“Era una teoria attraente e meravigliosamente semplice; l’unico guaio come almeno in parte si rendeva conto lo stesso Darwin, erano le sue numerosissime e colossali lacune. Ad un secolo dalla sua morte, non abbiamo ancora la minima idea dimostrabile o anche solo plausibile, di come sia avvenuta in effetti l’evoluzione”; C.Booker; Times, Londra.
“Vi è una incapacità generale della documentazione fossile di mostrare transizioni graduali da un importante gruppo all’altro”; M.Stanley; da “Evoluzione dell’evoluzione”.
Ecco allora svilupparsi delle teorie più recenti: su Science Digest, alcuni scienziati ipotizzano cambiamenti evolutivi ancora più rapidi, prendendo molto seriamente alcune tesi un tempo diffuse solo dai libri di fantascienza (ad esempio: la vita proviene dallo spazio). Questo garantirebbe agli studiosi di superare lo scoglio della mancanza dei fossili con forme intermedie d’ evoluzione tra una forma e l’altra; l’evoluzione quindi avverrebbe in modo discontinuo, a salti e non con un processo costante.
“Secondo molti biologi, nuove specie possono essere prodotte da cambiamenti drastici ed improvvisi nei geni”; The world book encyclpedia.
Nasce quindi la teoria dell’equilibrio punteggiato: le specie mantengono il loro “equilibrio” (rimanendo per lo più invariate), ma di tanto in tanto si verifica un notevole “salto” che le fa evolvere in qualcos’altro; questo è però l’esatto contrario ci ciò che postulava Darwin. Egli credeva nella selezione naturale del più adatto a sopravvivere e che questi soggetti adatti si evolvessero lentamente man mano che acquistavano nuove e determinate caratteristiche che si rivelavano per loro vantaggiose. Ma se esaminiamo gli ultimi 125 anni (da Darwin in poi), anche se i più adatti possono effettivamente sopravvivere, questo non ne spiega l’origine; un leone può essere più adatto di un altro leone, ma ciò non spiega come sia diventato leone e perchè tutti i suoi discendenti continueranno ad essere leoni e non qualcos’altro.

“Darwin commise un errore abbastanza serio da minare le basi della sua teoria e solo di recente quel errore è stato riconosciuto. Un organismo può essere effettivamente più adatto di un altro. Questo naturalmente non è qualcosa che serve a creare l’organismo”, Tom Bethell, Rivista Harten’s.
“In tre campi essenziali (la teoria dell’evoluzione) in cui può essere messa alla prova, non ha superato l’esame; la documentazione fossile rileva uno schema a salti evolutivi e non cambiamenti graduali. I geni sono un imponente meccanismo stabilizzatore la cui funzione principale è quella di impedire l’evolversi di nuove forme. Le mutazioni casuali e lente a livello molecolare non possono spiegare l’organizzata e crescente complessità della vita”; Francis Hitching.
Ipotesi evoluzionistica attuale ( Richard Dawkins; da “Il gene egoista)
L’atmosfera terrestre primitiva è costituita da anidride carbonica (CO2), metano, ammoniaca e acqua. Sotto la spinta energetica di luce solare e forse fulmini ed eruzioni vulcaniche, questi composti elementari si sarebbero scissi e successivamente ricomposti per formare aminoacidi. Questi si sarebbero accumulati in mare formando poi composti simili a proteine. Alla fine il mare sarebbe divenuto il “brodo primordiale organico”, anche se privo di vita. Ad un certo punto una molecola particolarmente ragguardevole con capacità di riprodursi, si sarebbe formata accidentalmente (Dawkins ammette che tale evento sarebbe stato comunque molto improbabile, ma conclude che questo è ciò che deve essere necessariamente avvenuto). Molecole affini quindi si sarebbero raggruppate ed infine dotate di una membrana (la prima cellula vivente). L’autore ad ogni buon conto afferma nella prefazione del libro:”questo deve essere letto come fosse un testo di fantascienza”.
Secondo questa teoria evoluzionista, le tappe fondamentali sarebbero quattro:
1) Esistenza di un’atmosfera primitiva adatta.
2) Concentrazione negli oceani di un brodo primordiale organico di molecole “semplici” necessarie alla vita.
3) Formazione da queste di proteine e nucleotidi (composti chimici complessi).
4) Aggregazione e formazione di membrane.
Ecco i punti critici al capo primo. Già nel 1953, Stanley Miller sottopose a scariche elettriche una “atmosfera” d’idrogeno, metano, ammoniaca e vapor acqueo. Ottenne solo 4 dei 20 aminoacidi indispensabili alla vita ed inoltre in condizioni riducenti (senza ossigeno libero in atmosfera). Ma secondo la teoria evoluzionistica, l’ossigeno era presente.
“Se nell’aria c’era ossigeno, il primo aminoacido non si sarebbe mai formato, se mancava, sarebbe stato eliminato immediatamente dai raggi cosmici. E poi, come era realmente formata l’atmosfera primitiva?”; F.Hitching.
Punti critici al capo 2: poteva formarsi il brodo primordiale?
E’ improbabile che gli aminoacidi presenti e formati in atmosfera andassero a finire negli oceani per costituire il brodo primordiale organico. La stessa energia che li avrebbe formati, li avrebbe ancor più rapidamente decomposti. Nel suo esperimento Miller salvò solo quattro aminoacidi perchè li tolse subito dal punto in cui avvenivano le scariche elettriche; se li avesse lasciati, queste li avrebbero decomposti.
“Se fossero arrivati al mare, gli aminoacidi sotto acqua non avrebbero avuto energia sufficiente per l’attivazione di nuove reazioni chimiche. L’acqua infatti impedisce sempre la formazione di molecole più complesse. Quindi questi sarebbero dovuti uscire dall’acqua, dove però si sarebbero trovati esposti agli effetti distruttivi dei raggi ultravioletti. Le probabilità teoriche di superare anche solo questo primo stadio relativamente semplice nell’evoluzione della vita (formazione degli aminoacidi) sono infinitamente piccole”; F.Hitching.
“La dissociazione spontanea è molto più probabile e quindi procede molto più rapidamente della sintesi spontanea. Ciò significa che nessun brodo primordiale organico si sarebbe potuto accumulare”; George Walid, biochimico.
Ma i problemi non finiscono qui; esistono 100 aminoacidi in natura, ma 20 sono necessari per la sintesi delle proteine della vita. Alcune sono levogire, altre destrogire. Se si formassero per caso nel brodo primordiale, molto probabilmente metà sarebbero destrogire e metà levogire; eppure tutti e 20 gli aminoacidi per la sintesi proteica sono levogiri.
Proteine spontanee e calcolo delle probabilità
Prendiamo un mucchio di fagioli rossi ed altrettanti di colore bianco e li mischiamo per bene; inoltre questi fagioli sono presenti in 100 varietà diverse. Se infiliamo una paletta nel mucchio cosa prendiamo? Per prendere i fagioli in modo tale che rappresentino i componenti basilari di una proteina, dovremmo prendere solo quelli rossi e nessun bianco, ad esempio. Inoltre solo 20 dei fagioli rossi (gli aminoacidi efficaci per la sintesi proteica), ognuno dei quali si dovrebbe trovare in un punto stabilito della paletta. Le probabilità che ciò accada sono 1 su 10 alla 113. Alcune proteine servono inoltre come materiale strutturale ed altre come enzimi che accelerano le reazioni chimiche necessarie per la vita cellulare (ne servono 2.000 per far funzionare una cellula).Che probabilità ci sono che tali proteine si trovassero tutte insieme al momento della costituzione della cellula primordiale? 1 su 10 alla 40.000. Come detto in altro post, i matematici ritengono che una probabilità su 10 alla 50 esima rappresenti un evento che non verificherà mai.
“In realtà il problema è ancora più ampio perché la membrana cellulare è una struttura complessa formata da proteine, zuccheri e grassi. Le attuali membrane cellulari sono dotate di canali e pompe che regolano l’entrata e l’uscita di sostante nutritizie, prodotti di rifiuto, ioni metallici, eccetera. Questi canali specializzati richiedono proteine altamente specifiche che non potevano essere presenti all’inizio dell’evoluzione della vita”; L. Orgel, evoluzionista.
Infine il problema del codice genetico; infatti di gran lunga più difficile da sintetizzare di tutto ciò che si è detto sino ad ora sono i nucleotidi rna e dna. Le probabilità di sintesi accidentale anche dei più elementari degli istoni (che avrebbero a che fare con il controllo dei geni) sono 1 su 20 alla 100, numero enorme che supera il totale di tutti gli atomi presenti su tutte le stelle e le galassie visibili nei telescopi astronomici. Infine ma non per ultima, ecco una nuova difficoltà per la teoria dell’evoluzione che si basa sul vecchio enigma: è nato prima l’uovo o la gallina?
“La formazione delle proteine dipende dal dna, ma il dna non si può formare senza una proteina specifica preesistente”; Hitching. Concludendo, cito il paradosso enunciato da Dickerson: “ dna e proteine si sono formate insieme ed in parallelo”.

martedì 14 aprile 2009

Storia di una dipendente dal sesso

Caso clinico: la paziente proviene da una famiglia benestante. Brillante negli studi, si laurea in corso e intraprende la carriera universitaria. Di rilevante in anamnesi il rapporto sentimentale con un ragazzo più anziano di lei di dieci anni, durato 9 anni e conclusosi burrascosamente. A proposito di questa relazione racconta:
P:” Subivo una continua violenza psicologica; appuntamenti mancati, cene saltate. Per giorni non si faceva trovare nemmeno al telefono e spariva senza dire una parola. La situazione mi creava un commisto d’ansia e di rabbia. Era evidente che non gli interessavo più, ma cercavo di scacciare dalla mia mente la possibilità dell’abbandono. A volte mi ero appostata sotto casa sua cercando di scoprire se per caso frequentasse un’altra donna. Alla fine a questo tipo di violenza si aggiunsero le percosse innescate anche da futili motivi; mi metteva le mani addosso, mi schiaffeggiava anche in strada. Nei parlai con i miei genitori senza però far cenno a questi ultimi episodi. Passavo intere giornate ad arrovellarmi dentro, mi sentivo vuota ed incapace di reagire. Mia madre mi esortava a non lasciarlo; per loro era una persona distinta, di buona famiglia e posizionata. Per circa un anno seguii i consigli dei miei genitori, poi crollai e vuotai il sacco. Lo lasciai il giorno dopo, finalmente.”

Una volta conclusa questa tormentata relazione, la donna si dedica esclusivamente e con successo alla carriera professionale; ottiene un posto di docente associato ed infine una cattedra presso un ateneo in una città diversa da quella d'origine. A questo punto dovendosi trasferire, è costretta a lasciare la casa dei genitori con cui viveva. Trova un appartamento in affitto in centro storico ed inizia ad organizzare la propria vita autonomamente; sveglia al mattino alle sette, colazione al bar dell’università, lezione, mensa, lezione fino alle ore 17, infine rientro a casa. Le sue giornate sono descritte assolutamente piene e prive di possibilità di distrazione. Racconta che non aveva tempo di pensare che al suo lavoro dal quale otteneva grande gratificazione e soddisfazione professionale con inviti a prestigiosi congressi internazionali e meeting con personalità di rilievo del mondo accademico. Poi all’improvviso le cose sono radicalmente cambiate.

P:” Un giorno, ero rientrata a casa più presto del solito, non mi sentivo bene. Mi ero sdraiata sul letto e mentre fissavo il soffitto della camera ho iniziato a sentire dentro me un vuoto quasi incolmabile, una sensazione strana ed indescrivibile. Ho dovuto rivestirmi ed uscire; sono entrata nei bar della città per bere prima un caffè poi un altro ed un altro ancora. In quell’occasione ho trovato compagnia; era un uomo dall’aspetto piacevole e me lo sono portato a casa e quindi a letto. Era sposato e anche se lui voleva continuare la relazione, gli ho detto che non era possibile. Quel esperienza ha modificato la mia vita in un secondo; è stato come pigiare un interruttore ed accendere la luce. All’inizio provavo un senso di profondo disagio, di vergogna, ma poi, dopo alcune avventure consecutive, mi sentivo elettrizzata, ero entusiasta del senso di libertà che ottenevo da questa condotta lasciva; un uomo a sera come e quando volevo e senza alcuna ripercussione sentimentale”.

Inizialmente la donna stabilisce delle relazioni con delle amiche conosciute nell’ambiente universitario con cui s’intrattiene a cena o durante i giorni festivi. Poi progressivamente e all’aumentare della sua dipendenza dal sesso, dirada la frequenza degli incontri.

P:” Mi rendevo conto che qualcosa cominciava a non quadrare; aspettavo con sempre più ansia la sera ed il momento in cui, smesso i panni di universitaria, indossavo quelli di amazzone cacciatrice. Non vedevo l’ora di finire le lezioni per potermi dedicare alla mia ossessione; cambiavo spesso locali e talvolta città, spostandomi nei centri limitrofi o anche distanti parecchie centinaia di chilometri. Se quella sera non trovavo l’uomo giusto non mi davo per vinta; passavo dal bar alla discoteca e dalla discoteca al bar. Al lavoro era tesa, innervosita, stanca e non riuscivo talvolta a tenere gli occhi aperti. Cominciai ad arrivare in ritardo agli appuntamenti, agli appelli. Vincevo il sonno bevendo decine di caffé e fumando altrettante sigarette. Una mattina svegliandomi, mi accorsi che l’uomo che mi ero trascinata in casa e di cui non ricordavo il nome e neppure quasi l’aspetto, mi aveva derubata di soldi e di alcuni altri effetti personali; naturalmente non potei far denuncia dell’accaduto, per evitare di espormi nei confronti delle forze dell’ordine”.

Sebbene la situazione le stesse sfuggendo di mano, la paziente seguita nel suo atteggiamento; arriva ad avere una relazione con uno studente che seguiva i suoi corsi e che, dopo essere stato lasciato nello stesso modo di tutti gli altri, racconta l’accaduto nelle aule universitarie. Da quel momento inizia a cambiare anche l’atteggiamento dei colleghi nei suoi confronti; volano parole maliziose, doppi sensi poco gratificanti eccetera. Non è più invitata ai congressi e a quelle riunioni che tanta soddisfazione le avevano riservato in passato.

P:”Man mano che venivo esclusa ed emarginata invece di reagire, cadevo in una sempre maggiore depressione che cercavo di contrastare dando libero sfogo alle mie pulsioni sessuali. Questo atteggiamento mi dava un benessere effimero e temporaneo, cacciava via lo stress e l’ansia, ma me ne procurava immediatamente un altro ben peggiore, scaturito dalla necessità di trovarmi un sempre nuovo compagno da portarmi a letto. Esauriti i locali pubblici e le discoteche ho appuntato la mia attenzione sulle riviste e sugli annunci di uomini soli; poi ho iniziato a fare inserzioni io stessa. Volevo vedere quante telefonate riuscivo ad ottenere nel corso di una serata; inizialmente davo buca agli uomini simulando un qualche problema, ma poi iniziai a riceverli in casa come una normale prostituta. Il primo di questi senza dire una parola, mi ha messo pure i soldi sul comodino ed io ho fatto finta di non vedere. Passavo gran parte delle mie serate facendo sesso e per evitare individui poco piacevoli, scrutavo dalla finestra di casa per accampare qualche scusa ed evitare l’incontro se questi non erano di mio gradimento. C’era inoltre il rischio di incontrare un conoscente o peggio uno studente; questo avrebbe costituito la fine della mia carriera, ma mi accorsi che nonostante ciò non riuscivo a farne a meno. Anzi questo costituiva uno stimolo in più per continuare. Una sera però le cose non sono andate per il verso giusto; un uomo robusto e corpulento infatti, non appena entrato in casa, ha iniziato a colpirmi con calci e pugni procurandomi un trauma facciale, costale e lividi sparsi per tutto il corpo. Sanguinavo abbondantemente dalla bocca e dal naso e nonostante fossi intontita e disperata, ho trovato la forza di trascinarmi verso la mia autovettura per recarmi al pronto soccorso. Qui ho dovuto simulare un incidente domestico fortuito anche se nessuno dei medici presenti né le forze dell’ordine giunte sul posto, davano credito alla mia versione; le mie lesioni infatti non erano affatto compatibili con una caduta dalle scale. Mi sono messa in ferie e sono tornata a casa dai miei genitori. Da quel giorno ho preso in seria considerazione l’ipotesi di curarmi”.

Come molti dipendenti dal sesso, anche questa paziente aveva l’abitudine di tenere un diario personale su cui annotava situazioni, incontri ed impressioni personali. Dalla lettura di alcuni brani appare evidente quanto precedentemente sostenuto riguardo le caratteristiche più relazionali di questo tipo di dipendenza nel sesso femminile.

Ieri sera ho conosciuto A, è veramente un tipo interessante. Purtroppo come tutti gli uomini ha un solo chiodo fisso in testa e con me ha trovato la strada spianata. Ha uno sguardo malinconico, non parla troppo ma a letto è una bomba.[…]Ho notato come anche lui abbia una tristezza di fondo, anzi quasi tutti hanno questo senso di vuoto interiore; una ricerca affannosa di qualcosa che manca e che non si sa cosa sia. Io mi sono buttata nel sesso, ma a volta mi scopro assolutamente vuota e dal sesso non so che ricavare un piacere effimero. Mi accorgo che dovrei cambiare radicalmente le mia vita e le mie abitudini; mi manca forse un compagno stabile ed un senso in quello che faccio.[…] Ieri ho telefonato alla mia amica C; i suoi figli crescono bene e a vista d’occhio. Ma poi mi accorgo che non posso più fare a meno di questo tipo di vita; sono libera di fare ciò che voglio e di scegliermi chi più mi aggrada e per il tempo che decido essere più opportuno. Fino alla prossima crisi.
Ormai è solo sesso; non c’è più neppure la parvenza di una relazione. Una volta andavamo fuori a mangiare qualcosa, al cinema. Ora ci si ritrova a casa e di lì non ci si muove più. Abbiamo forse rimosso il superfluo, il non necessario. Infatti quello che chiediamo entrambi e fare sesso e basta, senza complicazioni.

M:”Come potrebbe descrivere la sua condizione?”
P:”E’ come vivere in un cielo capovolto; una escalation per cercare di evitare la normalità. E’ una sorta di scala che ti porta sempre più in basso; il primo gradino lo scendi per caso e per sfuggire ad un qualcosa che ti turba. Poi ti soffermi un poco a quel livello, fagociti tutto ciò che trovi fino a sentire il bisogno incontrollabile di sensazioni nuove, d’emozioni più forti che ti possano far sentire viva e ti distolgano dalla tua vera sofferenza. Poi continui a scendere sempre con le stesse modalità d’azione, mentre ad ogni gradino corrisponde ciò che non ti basta più; sprofondi nel buio per placare le tue voglie. Sei circondato dalle tenebre e non vedi più nulla, né chi ti sta intorno né più te stesso. Scopri come ciò che fino ad ieri sarebbe stato motivo di vergogna, oggi ti appare assolutamente normale.

domenica 12 aprile 2009

Ciao Darwin?

Commenti di evoluzionisti di ieri e di oggi sull'origine della vita.
“L’ipotesi che la vita si sia svilupata dalla materia inorganica è tuttora un articolo di fede” J.W.N. Sullivan; matematico.
“Le probabilità che la vita abbia avuto origine per caso sono paragonabili alle probabilità che un dizionario completo si formi come risultato di un’esplosione in una tipografia”. E.Conklin; biologo. “Un uomo onesto, munito di tutte le conoscenze attuali, può solo affermare che per ora, in un certo senso, l’orgine della vita appare quasi un miracolo”. F.Crick; biologo.
“Se una persona non condizionata, o da convinzioni sociali o dalla propria formazione scentifica, a pensare che la vita abbia avuto origine (in modo spontaneo) sulla terra, questo semplice calcolo (delle probabilità matematiche contrarie) dovrebbe essere sufficiente a cancellare compleamente quest’idea” (possibilità = 10 alla 113 esima; i matematici non considerano neppure le probabilità di 10 alla 50 esima, inquanto tale evento non si verificherà mai). F.Hoyle, N.C. Wickramasinghe; astronomi.
“Questa è in realtà (capacità evoluzionistiche attribuite alle mutazioni spontanee) la teoria secondo cui, partendo da quattordici righe qualsiasi in inglese coerente e cambiando una lettera alla volta – conservando solo quelle parti che hanno ancora un senso – si finirà per comporre uno dei sonetti di Shakespeare….mi sembra una logica folle e penso che dovremmo poter fare di meglio. C.H. Waddington; genetista.
“Se rigorosamente esaminata e analizzata, qualsiasi asserzione dogmatica secondo cui le mutazioni genetiche siano materia prima di qualunque processo evolutivo che impichi la selezione naturale è espressone di un mito”. J.Moore; genetista.
"Dopo aver rimproverato il teologo per la sua fiducia nel mito e nel miracolo, la scienza si è trovata nell'imbarazzante situazione di dover creare una propria mitolgia, ovvero la supposizione che ciò che, nonostante lunghi tentativi, non si poteva dimostrare avvenisse oggi, fosse realmente avvenuto nel passato primordiale" (a proposito della generazione spontanea della vita dalla materia inanimata). L.Einseley; evoluzionista.
"Alla luce dei dati paleontologi non è possibile fare nemmeno una caricatura dell'evoluzione. La raccolta dei fossili è oggi così completa che l'assenza di serie di transizione non può essere attribuita alla scarsità di materiale" (la teoria dell'evoluzione della specie prevede che vi siano la graduale comparsa di forme di vita elementari, il graduale evolversi delle forme semplici in forme complesse, la presenza di molti anelli di transizione fra le varie specie con abbozzi di nuovi organi, arti, ossa. Nessun fossile è stato ritrovato con tali caratteri). H.Nilsson; botanico.
"Il racconto della creazione contenuto nella Genesi e la teoria dell'evoluzione erano inconciliabili. Uno dei due doveva essere giusto e l'altro sbagliato. La storia dei fossili dava ragione al racconto della Genesi. Nelle roccie più antiche non abbiamo trovato una serie di fossili che mostrasse i cambiamenti graduali dalla creature primitive alle forme più sviluppate, ma piuttosto, nelle roccie più antiche, l'improvvisa comparsa di specie sviluppate. Fra una specie e l'altra c'era un'assenza totale di fossili intermedi". D.B. Gower; biochimico.
"L'anatomia interna di queste creature è straordinariamente simile a quella delle mosche attuali. Ali, zampe, testa persino la struttra cellulare interna hanno un aspetto molto moderno (a proposito di una mosca fossile). Dopo aver risalito per 40 milioni d'anni la scala evolutiva, non hanno fatto in pratica nessun progresso apprezzabile. G.Poinar; paleontlogo, biologo.
"Il fatto che la maggioranza delle mutazioni siano dannose per l'organismo sembra difficile da conciliare con l'idea che le mutazioni forniscano la materia prima per l'evoluzione della specie". Da Encyclopedia Americana.
"No, non riesco proprio a convincermi che questi "scivoloni" genetici siano stati in grado, anche con l'aiuto della selezione naturale, anche con il vantaggio degli immensi periodi di tempo messi a disposizione dell'evoluzione, di produrre il mondo intero con la sua profusione di forme strutturali e i suoi perfezionamenti, i suoi straordinari adattamenti". J.Tostang; biologo.
"Uno spiacevole e prolungato effetto del successo dell' Origine delle specie è stata l'assuefazione dei biologi a speculazioni non verificabili. Il successo del Darwinismo è stato accompagnato dal declino dell'integrità scientifica. Questa situazione, in cui uomini di scienza si schierano in difesa di una dottrina che non sono in grado di definire scientificamente e ancor meno di dimostrare con rigore scientifico, nel tentativo di mantenere il credito presso il pubblico attraverso la soppressione della critica e l'eliminazione degli ostacoli, è anormale e indesiderabile nella scienza".W.R.Thompson (questo vale anche per la correlazione indimostrata tra Hiv-aids; ndr).
Schema evolutivo:
1) La vita è nata per caso dalla materia inanimata per generazione spontanea / evoluzione chimica.
2)I fossili dovrebbero mostrare l'origine graduale di forme di vita semplici e forme di transizione.
3) Graduale comparsa di nuove specie; abbozzi di ossa ed organi completi in vari stadi di transizione.
4)Mutazioni con risultato finale vantaggioso e che determinano nuove caratteristiche.
5)Origine graduale della civiltà da inizi rozzi e primitivi.
6)Evoluzione del linguaggio da semplici suoni animaleschi alle complesse lingue moderne.
7) Comparsa dell'uomo milioni d'anni fa.
Schema creativo:
1)La vita deriva solo da vita precedente, creata in origine da un Creatore intelligente.
2)I fossili dovrebbero mostrare l'improvvisa comparsa di forme complesse ed un netto divario tra le specie principali; nessun anello di congiunzione.
3)Nessuna comparsa graduale di nuove specie; assenza di ossa o organi incompleti; ogni parte completamente formata.
4)Mutazioni dannose per le forme di vita complesse che non producono nulla di nuovo.
5)Civiltà contemporanea all'uomo e complessa fin dall'inizio.
6)Linguaggio conemporaneo all'uomo con lingue antiche complesse e complete.
7)Comparsa dell'uomo circa 6.000 anni fa.
I fatti attualmente dimostrabili e dimostrati
1)La vita deriva solo da vita precedente; la formazione accidentale del codice genetico è allo stato attuale impossibile.
2)I fossili mostrano l'improvvisa comparsa di numerose forme complesse di vita e ogni nuova specie distinta dalle precedenti con nessun anello di congiunzione.
3)Nessuna comparsa graduale di nuove specie pur esistendo molte varietà; assenza di ossa o organi incompleti.
4)Le piccole mutazioni sono dannose, mentre le grandi sono letali.
5)La civiltà appare con l'uomo; eventuali cavernicoli erano contemporanei alla civiltà.
6) Il linguaggio è contemporaneo all'uomo; le lingue antiche sono più complesse di quelle moderne.
7)Gli scritti più antichi risalgono a circa 5.000 anni fa.
"C'è una divinità che plasma i nostri fini.Una filosofia puramente materialistica è il massimo della non intelligenza. I saggi di tutte le epoche hanno sempre visto abbasanza da manifestare come minimo uno spirito riverente". Robert A. Millikan; premio nobel per la fisica.

lunedì 6 aprile 2009

Dipendenza da Cybersex

Si calcola probabilmente per difetto, come due milioni d’individui abbiano un rapporto problematico in quanto distorto, con la rete. Il bacino complessivo d’utenza d’Internet si aggira su 153 milioni di persone che possono liberamente navigare in circa 30 milioni di siti, molti dei quali a contenuto sessuale o pornografico; 147 milioni hanno visitato almeno una volta nella vita un sito a luci rosse. Il Rapporto Italia 2001 si è occupato del sesso virtuale nel nostro paese evidenziando come circa due milioni di connazionali chattino regolarmente e 40 mila di questi "farebbero sesso" prevalentemente su Internet, pur essendo gli italiani all’ultimo posto in Europa per questa pratica, passando in media solo 36,5 minuti al mese collegati ad un sito hard contro i 59,2 minuti dei tedeschi e i 55,4 dei norvegesi. La stima del giro d'affari mondiale della pornografia su Internet è stata di circa 10 mila miliardi di lire con una crescita annua superiore al 50 per cento. In Italia i siti pornografici attivi sono 35 mila; in particolare secondo l'Eurispes, il porno on-line è cresciuto del 40 per cento negli ultimi anni rendendo nel 1998 un miliardo di dollari, con oltre 30 milioni d’utenti nel pianeta di cui 12 milioni solo negli Usa. I dipendenti da sesso dedicano in media a quest’attività tre ore la settimana (3,2 gli uomini, 1,8 le donne). Il cybersex può essere particolarmente dannoso per i soggetti a rischio dato che tende ad isolare ulteriormente il soggetto ed amplificare le sue fantasie erotiche; in realtà non esisterebbe una correlazione tra Internet e dipendenza sessuale, ma questo crerebbe le condizioni per un peggioramento ed un’evoluzione della patologia già in atto.[1] Infatti se il Web rappresenta un gran contenitore d’informazioni, per molte persone si sta trasformando in una sorta di comunità virtuale con le proprie ritualità, ricerca di segretezza e possibilità di dedicarsi ad attività talvolta illecite inerenti la sfera sessuale; tra queste possiamo annoverare lo scambio di immagini o video pornografici, pubblicizzazione di case d’appuntamenti, eccetera. Esistono poi dei siti criptati a cui si accede solo attraverso delle password prestabilite a contenuto pedopornografico o sadomasochistico. Il cybersex è stato recentemente suddiviso in due distinte patologie rientranti nella definizione di cybersex addiction; queste sono la chatsex addiction e la cyberporn addiction.
Questo è quanto racconta di se un anonimo cybernauta:“ho 33 anni e da quattro vivo ed abito da solo; soffro di un’ossessione per il sesso che si manifesta sottoforma di compulsione masturbatoria. Dalla lettura d’articoli giornalistici apprendo essere questa una patologia molto frequente e che affligge anche famosi attori Americani, ricorsi a centri clinici specializzati al fine di porvi rimedio. Purtroppo abito in una zona di provincia e non so dove e a chi rivolgermi per affrontare il problema. Ho avuto una vita sessuale molto precoce che dall’età di 4-5 anni è legata a compulsioni masochistiche ed esacerbata anche dall’utilizzo di giornaletti di tipo pornografico. Alcune di queste fantasie sono state da me realizzate anche grazie alla progettazione e costruzione di alcune fantasiose attrezzature per impartirmi punizioni, alcune delle quali tratte dai medesimi giornali precedentemente citati. Inoltre il raggiungimento del piacere è stato in passato corroborato dall’utilizzo di alcune droghe leggere grazie alla quali, una parte di me esercitava il ruolo di aguzzino e l’altra di vittima. Quindi grazie all’ausilio di Internet, ho scoperto la possibilità di coinvolgere on line altre persone. In questo modo sono precipitato in una forma di schiavitù vera, questa volta fatta di cerimoniali, di voglie represse e altrettanti sensi di colpa per questi atti che turbano la mia vita affettiva e sessuale. L'avere ad un certo modo due vite, una pubblica ed una privata, toglie entusiasmo all'atto sessuale fatto con la mia compagna che si sente (ed in effetti lo è) poco desiderata. Sono distaccato nel farlo; spesso mentre compio l'atto sessuale penso alle mie fantasie. Inoltre il non riuscire a trattenermi dal giocherellare con il mio sesso alle volte si accompagna all'evitamento dell'orgasmo per paura di pregiudicare la mia futura prestazione con la mia donna, ma ovviamente in questo modo sortisco il risultato altrettanto pregiudizievole di irritarmi l'organo genitale. Come conseguenza cerco di evitare il confronto con la mia partner che, sebbene conosca il problema, ovviamente non lo accetta di buon grado e si è molto raffreddata nei miei confronti rendendosi contro che faccio l'amore soprattutto per accontentarla, mentre per me il vero piacere è costituito dal giocare in questo modo. Ho notato che se per un certo periodo mi astengo e poi faccio l'amore con la mia donna, il giorno successivo la voglia compulsiva è fortissima per cui mi posso dedicare alle mie pratiche gratificando anche la mia compagna. Il mio rituale è costituito dal dispormi nudo di fronte alla telecamera collegata ad internet con una sigaretta in mano che mi ricorda lo spinello, (che comunque evito di acquistare dato con questo non riesco a controllarmi), offrendomi come schiavo alle persone in chat. Con queste parliamo di quello che si potrebbe fare, ma senza la reale intenzione di procedere all'incontro. Purtroppo mancando on line le donne dominatrici, mi devo rassegnare a contattare maschi, pur non essendo affatto la stessa cosa. Altre volte telefono a persone (in questo caso donne) che fanno inserzioni matrimoniali o d’altro tipo per conversare con loro mentre mi sto masturbando cercando di non farmi scoprire. Fino al raggiungimento dell’orgasmo, fantastico di incontrarle realmente; poi subentra la ragione e con questa il fardello di pentimento e vergogna. Così per un po' mi fermo, ma poi il tutto riprende. Recentemente ho provato ad interrompere questo ciclo e ci sono riuscito con un record di 15 giorni di astinenza dalla masturbazione, ma dato che ero particolarmente carico, nel momento in cui la mia compagna, un po’ per ripicca un po’ per altro, mi ha negato un uscita, ho ripreso nella mia pratica disgraziata. In occasione di eventi esterni particolarmente stressanti e forieri di tensione ed ansia, (parte della giornata lavoro da solo in casa), la pratica della masturbazione rappresenta la via per assentarmi da me, dai miei problemi, anche solo per un momento. E’ un comodo rifugio dove riposarmi. La mia frustrazione è totale non solo perchè il rapporto affettivo con la mia compagna è pregiudicato da questa situazione, ma anche per me stesso e la mia dignità di persona. Coltivo sogni e ambizioni artistiche, ma poi la sera o quando sono libero e solo passo il mio tempo con il pene in mano come un cretino”.
Caratteristiche del chatsex addiction
Tipo di attività : interazione tra soggetti.
Situazioni : condivisione in tempo reale di fantasie, immagini, dialoghi.
Grado di consapevolezza dell’utente : il soggetto tende a perdere consapevolezza di trovarsi dinnanzi ad un compiuter; viene a mancare la mediazione dello schermo, i rapporti sembrano reali. Si instaura uno spirito produttivo.
Tipo d’utente/età : 80% maschi.
Stato civile : 68% coniugato.
Professione : femmine studentesse (40%).
Forme associate di dipendenza : disturbi alimentari: (12%) bulimia-anoressia.
Caratteristiche del cyberporn addictionTipo di attività : passiva.
Situazioni : inventante, di fantasie, stereotipate.
Grado di consapevolezza dell’utente : il soggetto è consapevole di trovarsi al cospetto di un compiuter attraverso il quale si collega alla rete. Il rapporto è uomo-compiuter.
Tipo d’utente/età : 80% maschi, 37-46 anni (50%). 20% femmine-27-36 anni (78%).
Stato civile : 92% coniugato.
Professione : 48% liberi professionisti.
Forme associate di dipendenza : dipendenza sessuale, shopping compulsivo in rete, alcolismo(20%), tossicodipendenza.

venerdì 3 aprile 2009

Farmaci per l’osteoporosi e terapia odontoiatrica chirurgica

Se dovete estrarre denti, subire terapia chirurgica a livello osseo (implantologia ad esempio, semplici estrazioni chirurgiche, interventi a lembo aperto ed interventi parodontali), avvisate immediatamente il vostro dentista dell’utilizzo dei bifosfonati; infatti il pericolo in agguato è la osteonecrosi dell’osso mascellare (nei casi peggiori) o il ritardo della guarigione della ferita chirurgica. I bifosfonati sono sostanze di natura non ormonale, attive nell’omeostasi minerale ossea. Il loro utilizzo porta con sé, come reazione secondaria, una notevole riduzione della fisiologica attività di rimaneggiamento osseo dei mascellari attraverso meccanismi di soppressione funzionale osteoclastica, apoptosi osteoclastica e ipovascolarizzazione ossea. Tali condizioni predispongono le ossa mascellari ad essere più suscettibili a fatti infettivi importanti e necrosi avascolare. Le indicazioni terapeutiche dei bifosfonati sono le seguenti: osteoporosi post-menopausale e maschile, malattia di Paget, osteogenesi imperfetta, ipercalcemia in corso di neoplasie maligne e metastasi ossee. La riduzione del turnover osseo consente la formazione di un osseo più mineralizzato e denso che si riflette in un incremento della sua densità minerale; tuttavia un suo eccessivo rallentamento risulta a sua volta dannoso in quanto l'osso, non essendo più capace di riparare il danno da usura, può andare incontro a frattura da fragilità per accumulo di microcrack ed inoltre perché, se troppo mineralizzato è anche più fragile perché poco elastico. Altro meccanismo d'azione è quello anti-angiogenico probabilmente dovuto alla capacità del farmaco di ridurre il livello circolatorio del fattore di crescita vascolo-endoteliale che sommato a microtraumi e successivi fenomeni di natura infiammatoria, potrebbe giocare un ruolo importante nel determinare questi cambiamenti di natura ischemica. Le sedi di presentazione preferenziale sono : la mandibola 65%, la mascella 26%, e mandibola + mascella 9%. Nei casi d'utilizzo del farmaco con necessità di intervento sul mascellare è necessario quindi che la terapia chirurgica venga effettuata in ambito protetto ospedaliero. Tale rischio inoltre non cessa neppure dopo la sospensione del trattamento avvenuta anni prima. I sintomi d’esordio sono costituiti da dolore fisso e spontaneo dopo estrazione dentale, incapacità di masticare e mobilità delle protesi inserite, ascessi sottocutanei, parestesia, sanguinamento e sapore di pus. Il quadro clinico si presenta come un focolaio osteomielitico singolo o multiplo, che appare nelle fasi iniziali come una banale patologia infiammatoria alveolare refrattaria alle comuni manovre terapeutiche sia locali che sistemiche; tale focolaio tende però ad estendersi alle zone limitrofe fino a manifestarsi con vaste aree di necrosi; l’osso esposto si presenta di colore giallo-biancastro, circondato da aree mucose fortemente edematose ed arrossate. All’esame obiettivo è possibile riscontrare la presenza di fistole con o senza esposizione dell’osso, trisma (difficoltà o impossibilità a chiudere la bocca), ascesso cutaneo, sinusite, alitosi, comunicazioni oro antrali o oro nasali. Non esistendo attualmente una terapia specifica che possa assicurare la risoluzione della patologia, è necessario agire al fine di ridurre il dolore e per il controllo delle infezioni secondarie nella zona necrotica mediante l’applicazione quotidiana di farmaci antimicrobici (clorexidina 0,12%) o antinfiammatori ad uso topico e la prescrizione di terapia antibiotica sistemica (b-lattamine o macrolidi in caso di allergia alle penicilline e metronidazolo) ed antimicotici, qualora vi sia il sospetto di un’infezione locale. E’ raccomandata la rimozione conservativa dell’osso necrotico in caso di necessità, con minimo trauma dei tessuti adiacenti. Tale rimozione è finalizzata alla riduzione dei traumi ai tessuti circostanti la lesione provocati dai bordi taglienti dell’osso necrotico.

Bifosfonati in commercio: Adronat (Neopharmed), Alendronato Pliva (Pliva Pharma), Alendronato Ratiopharm (Ratiopharm GmbH-D), Alendronato Teva (Teva Pharma Italia), Alendros (Abiogen Pharma), Dronal (Sigma-Tau), Dronal 70 (Sigma-Tau), Fosamax (Merck Sharp Dohme), Genalen (Gentili), Etidron (Abiogen Pharma), Bondronat (Roche Registration - GB), Bonviva (Roche Registration - GB), Aredia (Novartis Farma), Amidrox (Crinos), Pamidronato Disodico IBP.Pharma (IBP Pharma), Texpami (Pharmatex Italia), Pamidronato Disodico Mayne (Mayne Pharma Italia), Actonel (Procter & Gamble), Optinate (Lepetit), Acido Clodronico EG (Eg), Acido Clodronico Sandoz (Sandoz), Acido Clodronico Union Health (Union Health), Clasteon (Abiogen Pharma), Climaclod (Mastelli), Clodeosten (B&G), Clodron (Fidia Farmaceutici), Clodron (Fidia Farmaceutici), Clodronato ABC (ABC Farmaceutici), Clodronato Teva (Teva Pharma Italia), Clody (Promedica), Difosfonal (SPA), Disodio Clodronato Alter(Alter), Moticlod (Lisapharma), Niklod (Savio I.B.N.), Osteonorm (Piam), Osteostab (Rottapharm), Soclonat (TB Technology), Aclasta (Novartis Europh-GB), Zometa (Novartis Europh-GB).

La sindrome da dipendenza dal sesso nelle donne

Per quanto riguarda la ricerca sui soggetti affetti da S.A, quasi tutti gli studi sono stati eseguiti su individui di sesso maschile, eterosessuali o appartenenti a comunità gay, ignorando quasi completamente il sesso femminile come se lo stesso non ne fosse soggetto. Questa mancanza è determinata dal fatto che generalmente le donne non parlano di questo problema per una forma di pudore commisto a vergogna e la diagnosi è formulata partendo da altre problematiche d’ordine psicologico, per le quali la paziente si rivolge allo psicoterapeuta; manca quindi quasi completamente l’autodiagnosi, tipica del sesso maschile. Anche in questo caso, le patologie associate o conseguenti alla sexual addiction sono la depressione, i disturbi compulsivi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia, la sindrome post traumatica da stress conseguente agli abusi subiti durante la prima infanzia e gli stati distimici. Si riteneva che la donna fosse solo affetta da dipendenza da relazione e non sessuale; in realtà, come per il sesso maschile esistono varie sfumature e varietà della patologia. Molte pazienti sono senz’altro dipendenti da relazione, ma altre compiono atti di masturbazione compulsiva, usano materiale pornografico, utilizzano siti internet pornografici, si dedicano a molti partner occasionali e ad esibizionismo. Mancano aspetti di voyeurismo che restano tipici del sesso maschile. I rapporti possono essere omosessuali, eterosessuali, sadomasochistici e raramente con animali. Ci sono tuttavia delle diversità di presentazione tra i due sessi. Come detto, nel sesso femminile, l’esordio è relazionale o romantico; ma in breve tempo però può seguire la compulsività, i problemi relazionali con il partner, lavorativi e con i figli che possono essere abbandonati o comunque subire conseguenze dovute al deficit relazionale fisico ed affettivo con la madre. Una donna parla di se stessa in questo modo:” non sono nulla senza un uomo; ho avuto molti fidanzati ed uomini dall’età di sette anni. Non ho mai potuto pensare di sentirmi bene senza un uomo che mi ami. Non è possibile, devo averlo”. La rappresentazione che questa donna da di se è quella di una principessa attorniata da uomini di corte. Per quanto riguarda l’utilizzo di internet, anche in questo caso l’esordio è più relazionale che nel maschio e minor uso viene fatto dei siti prettamente pornografici. Vi è un maggior utilizzo del contatto telefonico per aver relazioni con gli uomini; l’80% delle sindromi da dipendenza sessuale nelle donne è progressivo ( Schneider 2000). Esistono comunque come detto, dei comportamenti stereotipati validi per entrambi i sessi; nella donna l’esibizionismo viene sublimato negli striptease o nei balli erotici nei locali pubblici. In queste occasioni sono frequenti gli incontri con uomini con cui consumare rapporti occasionali che possono durare una sola notte o raramente più a lungo. Per contro, tipica del sesso femminile e la completa anoressia sessuale, frutto di abusi infantili (Carnes 1991) o d’abbandono subito durante la prima infanzia; condizioni che entrano in gioco anche per l’opposto comportamento. Laser nel 1996 scrive:” senza ombra di dubbio, le donne dipendenti dal sesso sono sopravvissute ad un abbandono nella prima infanzia”. Secondo questa teoria, la donna ricerca attraverso le relazioni sessuali, un modo per risolvere la ferita conseguente a questo trauma; cerca di sfuggire alla propria solitudine interiore e di trovare, attraverso il contatto fisico, una comunicazione con gli altri ed una conferma del suo valore. Da rilevare inoltre l’intercambiabilità e la mancanza della specificità dell’oggetto sessuale; infatti la donna ricerca un uomo qualunque nel momento in cui il suo bisogno si scatena, sia esso libero o sposato, vecchio o giovane. Questa caratteristica differenzia sostanzialmente la dipendenza sessuale da altre forme patologiche di ricerca del sesso; molte donne infatti con quest’ultima problematica, ricercano i loro compagni in base a specifiche caratteristiche fisiche e comportamentali: le masochiste si avvicinano ad uomini sadici, le omosessuali attive accettano solo quelli di piccola statura e sottomessi, eccetera. Convinzione strettamente femminile e correlata all’abuso d’alcol, è ritenere il manifestarsi della compulsione frutto dello stato d’ebrezza. L’avidità frenetica delle donne con S.A., si nasconde talvolta dietro comportamenti calmi, pacati e da educande. Anche le conseguenze possono essere diverse e senza dubbio più gravi nel sesso femminile; queste sono le gravidanze indesiderate, con una percentuale variabile dal 25 al 50% di interruzione volontaria di gravidanza e la malattie sessualmente trasmesse. Fenichel (1945) descrive alcune forme di dipendenza dal sesso nella donna; parla di ninfomania compulsiva descrivendola alla stregua di un rituale nevrotico ossessivo, dove i genitali sono utilizzati per scaricare tensioni interne di natura non sessuale. Questo è simile a ciò che accade nelle altre forme ossessive in cui il soggetto si trova costretto a lavarsi le mani un determinato numero di volte; seguendo questo impulso, le pazienti compiono l’atto sessuale. Nel caso di ninfomania controfobica, le pazienti non sono in grado di sopportare la loro solitudine e combattono contro la loro omosessualità latente, ottenendo attraverso la ripetizione dell’atto sessuale la consapevolezza di essere e sentirsi normali. La ninfomania fallica è tipica dei soggetti che non accettano la propria femminilità e attraverso rapporti occasionali ed incontrollati, ricercano inconsapevolmente di appropriarsi del pene del proprio compagno. Si è dibattuto sulla ipotetica relazione esistente tra dipendenza da sesso e prostituzione; gli psicoanalisti americani Agoston (1945) e Hollander (1961), si sono occupati dell’argomento differenziando anche nell’ambito della psicologia della donna prostituta due diverse modalità di accostamento alla professione. Una di queste è di tipo narcisistica per mezzo della quale si utilizza la vendita del proprio corpo al fine di ottenere dei benefici economici e materiali. Se prevalgono invece tendenze masochistiche nei tratti della personalità, la donna può subire questo mestiere umile e degradante senza ottenere alcun beneficio. E’ evidente altresì come la dipendenza dal sesso non possa in alcun modo essere considerata il motore che spinge la donna verso la prostituzione anche se, in determinate situazioni di degrado e di basso livello morale ed intellettuale, in presenza di un ambiente sfavorevole, l’amore mercenario può rappresentare una valvola di sfogo per queste pazienti.