lunedì 6 luglio 2009

Sto crepando di cancro? Parte seconda. Quando i medici fanno schifo e la diagnosi la fa il paziente

Continua da precedente post (vedi rubrica: Piccole sfighe per parte prima). Finalmente sono dimesso in data 29 giugno; ho subito una laparotomia xifo-pubica per una sospetta invaginazione intestinale (che non c’era) ed il mio stato fisico è simile a quello di uno zombie: 13 Kg in meno, faccia scavata, ipotrofia muscolare, cerottone addominale e stato psicofisico di un soggetto a cui avevano diagnosticato un cancro. Inoltre mancato rinnovo del contratto di lavoro in ospedale per malattia. Il primario mi saluta dicendomi: “mi raccomando, se ricompare diarrea ritorni”. In realtà nessuno riusciva a capire da cosa fosse sostenuta questa diarrea protratta, dato che gli indici di flogosi, tutte le prove virologiche e gli esami ematochimici risultavano negativi. Una volta uscito dall’ospedale riprendo ad alimentarmi normalmente e da buon vegetariano di lungo corso, con gli alimenti usuali. I primi due giorni, a parte il dolore addominale e la panciera modello Fantozzi, il mio intestino funziona regolamente, ossia dopo tre settimane di diarrea profusa, compaiono feci solide; una sensazione meravigliosa. Putroppo la mattina del 2 luglio ricompare diarrea profusa ed il mio stato d’animo sprofonda nello scoramento. “Cazzo, com’è possibile che dopo 3 settimane di scariche, 15 giorni di ricovero, un intervento chirurgico, mi ritrovi alla casella zero? Prendo così il toro per le corna e mi dirigo verso il primo centro clinico della città per fare un prelievo per individuare eventuali intolleranze alimentari (125,60 euro, non mutuabili). Penso: “se i markers tumorali ed i prelievi ormonali fatti per il sospetto carcinoide del pancreas sono negativi, si tratta di una grave allergia alimentare o in alternativa di una celiachia dell’adulto; tra i mille ed un prelievo fattomi in ospedale, senza dubbio avranno testato gli anticorpi anti gliandina, antitransglutaminasi ed anti endomisio (diagnosi di celiachia). Se fossero stati positivi, invece di squartarmi come un maiale, mi avrebbero curato per la celiachia. E’ quindi inutile che io li rifaccia”. Le scariche riprendono con sempre maggior forza e decido, per salvarmi la pelle, di eliminare ogni alimento potenzialmente allergizzante per il mio intestino. Dato che sono un vegetariano, il metodo è molto semplice: stop a tutto ciò di cui mi ero nutrito fino ad oggi e inizio di un’alimentazione a base di carne e pesce (che non mangiavo da più di quattro anni e che quindi non poteva assolutamente sostenere tale casino). Unica concessione, una fetta di torta microscopica per il compleanno di un familiare; risultato: 20 scariche diarroiche in un sola notte. Essendo in ferie da alcuni giorni, decido di tornare a casa (300 Km sotto imodium in 5 ore di marcia per traffico allucinate) e di ripresentarmi in reparto, incazzato come una bestia. Attendo il primario che mi riceve subito; spiego la situazione e chiedo: “mi avete fatto i test per la celiachia, perché sono sicuro che di questo si tratta”. “Ora recupero la cartella e vediamo”, mi risponde. “E si, qui è tutto negativo tranne gli anticorpi anti endomisio che sono significativamente elevati. Lei è un celiaco; ha casi in famiglia?”. Facciamo un ecografia; “ ....e si, si vede l’epitelio intestinale atrofico, guarda qui, dice ad una collega li vicino”. Domani facciamo un gastroscopia con prelievo bioptico, ma la diagnosi e quasi certa. Morale: non voglio offendere nessuno, non voglio indignarmi più di tanto, anche perché non ho nemmeno la forza per farlo. Sarò stato sfigato, ma in che razza di ospedale sono finito? A voi il giudizio finale sperando che non mi ammazzino con la gastroscopia. Certo che stupirci poi del fioccare delle denuncie per malpractise è quanto meno una sensazione scarsamente condivisibile.Ma la storia non finisce così; la mattina della gastroscopia, fiaccato da ulteriori scariche e dalla conseguente grave disidratazione, decido di recarmi al pronto soccorso alle 5 del mattino, in dispnea e trascinandomi a stento. Quì iniziano ad idratarmi mentre io, in lacrime, spiego quanto mi è accaduto negli ultimi 40 giorni. Vengo nuovamente ricoverato e per tre giorni in medicina dove, oltre la somministrazione della dieta per celiaci, mi vengono ripetuti gli esami di routine con evidenziazione di uno screzio pancreatico di lieve entità (amilasi 75 e lipasi 116). Mi sottopongo alla risonanza magnetica addominale programmata dove ricompare (per magia) la massa lipomatosa mesenterica della grandezza di un pompelmo (che era scomparsa all'ecografia fatta in dimissione). Morale della favola: vengo dimesso la mattina del 9 luglio con una doppia diagnosi di malattia cronica ossia celiachia dell'adulto e lipomatosi del mesentere, ossia tumore benigno retroperitoneale. Ma non mi avevano insegnato ai tempi dell'università che la coesistenza di due patologie è un evenienza remota? Purtroppo se sei particolarmente sfigato, oltre alle due patologie coesistenti, ti capita tra capo e collo pure l' invaginazione intestinale (fantasma) con conseguente intervento chirurgico d'urgenza. E dato che la mia lipomatosi è inoperabile (in quanto ingloba i grossi vasi mesenterici), speriamo che resti silente.

8 commenti:

Minu ha detto...

Fulvio, fammi capire.. ti hanno squartato come un maiale, ti hanno fatto vivere in un incubo per una diagnosi di celiachia????!!!
Voglio te come medico, anche a costo di farmi 500 km.
Mio Dio.
Comunque, felice che tu sia celiaco, se posso ;)

Semalutia ha detto...

La celiachia! Ma santa miseria. Sono comunque contenta che la diagnosi sia fausta.

Puoi richiedere i danni per quello che ti è successo?

the muffin woman pat ha detto...

io sono rimasta senza parole.
sono finita qui tramite minu.
da piccola dicevo che da grande avrei voluto fare il medico.
per addormentarmi leggevo l'enciclopedia medica degli anni 80 con le figure delle operazioni e simili.
incrocio le dita per te.

Marianna ha detto...

NON HO PAROLE!

Minu ha detto...

Ciao Fulvio,
sono tornata per avere tue notizie, che leggo dall'aggiornamento finale del post.
Quindi, in conclusione, auguriamoci che tutto proceda per il meglio.. e intanto buona dieta celiaca. Ti abbraccio.

ps.. continui ad essere il mio dottur preferito

modesty ha detto...

mi picerebbe parlare con te di cancro. non per un "interscambio costruttivo sul problema" (quanto odio le stronzate in questo contesto!) ma da person to person con cognizione di causa. non mi capita spesso. apprezzo il tuo tono!

Mi chiamo Forrest... ha detto...

Dio santo Fulvio!!! Sono rientrato domenica dal viaggio di nozze e solo oggi alla 14esima ora di guardia riesco a leggere il tuo blog e cosa ci trovo? Il primo gesto che ho fatto è stato quello di cercare il tuo numero di cellulare sulla mia rubrica, ma non l'ho più o forse non l'ho mai avuto... Solo l'idea di quello che hai dovuto passare mi terrorizza... solo la parola cancro mi terrorizza...
Cmq una denuncia per malpractice i cari colleghi se la meritano tutta come tu meriti un degno risarcimento! Non si può squartare un essere umano con gli anticorpi antigliadina positivi! Ho capito che sei un chirurgo e quindi tagli, ma magari, leggiti prima gli esami del sangue, cazzo!
Cmq sia, ora pensa solo a guarire, a riprendere peso, a rimetterti in forma. Non pensare al lavoro, alle merde che ti hanno fatto le scarpe e se hai bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa, fammi un fischio.
Con affetto e stima sinceri,

Forrest

Marianna ha detto...

spero di cuore che tu stia meglio un bacio ciao Fulvio ....il mio doct preferito!