giovedì 16 aprile 2009

Ciao Darwin? Parte seconda

Darwin ed i suoi dubbi: “ supporre che l’occhio umano possa essersi formato per evoluzione sembra, lo ammetto francamente, del tutto assurdo”. Inizialmente infatti, egli postulava che la vita fosse originariamente impressa in alcune specie o forse solo in una, quella umana.
“Se è difficile accettare che l’evoluzione dell’occhio umano sia prodotto del caso, lo è ancor più accettare che l’evoluzione dell’intelligenza umana sia prodotto di guasti casuali nelle cellule cerebrali dei nostri antenati”; Robert J. Astrow, astronomo.

“Era una teoria attraente e meravigliosamente semplice; l’unico guaio come almeno in parte si rendeva conto lo stesso Darwin, erano le sue numerosissime e colossali lacune. Ad un secolo dalla sua morte, non abbiamo ancora la minima idea dimostrabile o anche solo plausibile, di come sia avvenuta in effetti l’evoluzione”; C.Booker; Times, Londra.
“Vi è una incapacità generale della documentazione fossile di mostrare transizioni graduali da un importante gruppo all’altro”; M.Stanley; da “Evoluzione dell’evoluzione”.
Ecco allora svilupparsi delle teorie più recenti: su Science Digest, alcuni scienziati ipotizzano cambiamenti evolutivi ancora più rapidi, prendendo molto seriamente alcune tesi un tempo diffuse solo dai libri di fantascienza (ad esempio: la vita proviene dallo spazio). Questo garantirebbe agli studiosi di superare lo scoglio della mancanza dei fossili con forme intermedie d’ evoluzione tra una forma e l’altra; l’evoluzione quindi avverrebbe in modo discontinuo, a salti e non con un processo costante.
“Secondo molti biologi, nuove specie possono essere prodotte da cambiamenti drastici ed improvvisi nei geni”; The world book encyclpedia.
Nasce quindi la teoria dell’equilibrio punteggiato: le specie mantengono il loro “equilibrio” (rimanendo per lo più invariate), ma di tanto in tanto si verifica un notevole “salto” che le fa evolvere in qualcos’altro; questo è però l’esatto contrario ci ciò che postulava Darwin. Egli credeva nella selezione naturale del più adatto a sopravvivere e che questi soggetti adatti si evolvessero lentamente man mano che acquistavano nuove e determinate caratteristiche che si rivelavano per loro vantaggiose. Ma se esaminiamo gli ultimi 125 anni (da Darwin in poi), anche se i più adatti possono effettivamente sopravvivere, questo non ne spiega l’origine; un leone può essere più adatto di un altro leone, ma ciò non spiega come sia diventato leone e perchè tutti i suoi discendenti continueranno ad essere leoni e non qualcos’altro.

“Darwin commise un errore abbastanza serio da minare le basi della sua teoria e solo di recente quel errore è stato riconosciuto. Un organismo può essere effettivamente più adatto di un altro. Questo naturalmente non è qualcosa che serve a creare l’organismo”, Tom Bethell, Rivista Harten’s.
“In tre campi essenziali (la teoria dell’evoluzione) in cui può essere messa alla prova, non ha superato l’esame; la documentazione fossile rileva uno schema a salti evolutivi e non cambiamenti graduali. I geni sono un imponente meccanismo stabilizzatore la cui funzione principale è quella di impedire l’evolversi di nuove forme. Le mutazioni casuali e lente a livello molecolare non possono spiegare l’organizzata e crescente complessità della vita”; Francis Hitching.
Ipotesi evoluzionistica attuale ( Richard Dawkins; da “Il gene egoista)
L’atmosfera terrestre primitiva è costituita da anidride carbonica (CO2), metano, ammoniaca e acqua. Sotto la spinta energetica di luce solare e forse fulmini ed eruzioni vulcaniche, questi composti elementari si sarebbero scissi e successivamente ricomposti per formare aminoacidi. Questi si sarebbero accumulati in mare formando poi composti simili a proteine. Alla fine il mare sarebbe divenuto il “brodo primordiale organico”, anche se privo di vita. Ad un certo punto una molecola particolarmente ragguardevole con capacità di riprodursi, si sarebbe formata accidentalmente (Dawkins ammette che tale evento sarebbe stato comunque molto improbabile, ma conclude che questo è ciò che deve essere necessariamente avvenuto). Molecole affini quindi si sarebbero raggruppate ed infine dotate di una membrana (la prima cellula vivente). L’autore ad ogni buon conto afferma nella prefazione del libro:”questo deve essere letto come fosse un testo di fantascienza”.
Secondo questa teoria evoluzionista, le tappe fondamentali sarebbero quattro:
1) Esistenza di un’atmosfera primitiva adatta.
2) Concentrazione negli oceani di un brodo primordiale organico di molecole “semplici” necessarie alla vita.
3) Formazione da queste di proteine e nucleotidi (composti chimici complessi).
4) Aggregazione e formazione di membrane.
Ecco i punti critici al capo primo. Già nel 1953, Stanley Miller sottopose a scariche elettriche una “atmosfera” d’idrogeno, metano, ammoniaca e vapor acqueo. Ottenne solo 4 dei 20 aminoacidi indispensabili alla vita ed inoltre in condizioni riducenti (senza ossigeno libero in atmosfera). Ma secondo la teoria evoluzionistica, l’ossigeno era presente.
“Se nell’aria c’era ossigeno, il primo aminoacido non si sarebbe mai formato, se mancava, sarebbe stato eliminato immediatamente dai raggi cosmici. E poi, come era realmente formata l’atmosfera primitiva?”; F.Hitching.
Punti critici al capo 2: poteva formarsi il brodo primordiale?
E’ improbabile che gli aminoacidi presenti e formati in atmosfera andassero a finire negli oceani per costituire il brodo primordiale organico. La stessa energia che li avrebbe formati, li avrebbe ancor più rapidamente decomposti. Nel suo esperimento Miller salvò solo quattro aminoacidi perchè li tolse subito dal punto in cui avvenivano le scariche elettriche; se li avesse lasciati, queste li avrebbero decomposti.
“Se fossero arrivati al mare, gli aminoacidi sotto acqua non avrebbero avuto energia sufficiente per l’attivazione di nuove reazioni chimiche. L’acqua infatti impedisce sempre la formazione di molecole più complesse. Quindi questi sarebbero dovuti uscire dall’acqua, dove però si sarebbero trovati esposti agli effetti distruttivi dei raggi ultravioletti. Le probabilità teoriche di superare anche solo questo primo stadio relativamente semplice nell’evoluzione della vita (formazione degli aminoacidi) sono infinitamente piccole”; F.Hitching.
“La dissociazione spontanea è molto più probabile e quindi procede molto più rapidamente della sintesi spontanea. Ciò significa che nessun brodo primordiale organico si sarebbe potuto accumulare”; George Walid, biochimico.
Ma i problemi non finiscono qui; esistono 100 aminoacidi in natura, ma 20 sono necessari per la sintesi delle proteine della vita. Alcune sono levogire, altre destrogire. Se si formassero per caso nel brodo primordiale, molto probabilmente metà sarebbero destrogire e metà levogire; eppure tutti e 20 gli aminoacidi per la sintesi proteica sono levogiri.
Proteine spontanee e calcolo delle probabilità
Prendiamo un mucchio di fagioli rossi ed altrettanti di colore bianco e li mischiamo per bene; inoltre questi fagioli sono presenti in 100 varietà diverse. Se infiliamo una paletta nel mucchio cosa prendiamo? Per prendere i fagioli in modo tale che rappresentino i componenti basilari di una proteina, dovremmo prendere solo quelli rossi e nessun bianco, ad esempio. Inoltre solo 20 dei fagioli rossi (gli aminoacidi efficaci per la sintesi proteica), ognuno dei quali si dovrebbe trovare in un punto stabilito della paletta. Le probabilità che ciò accada sono 1 su 10 alla 113. Alcune proteine servono inoltre come materiale strutturale ed altre come enzimi che accelerano le reazioni chimiche necessarie per la vita cellulare (ne servono 2.000 per far funzionare una cellula).Che probabilità ci sono che tali proteine si trovassero tutte insieme al momento della costituzione della cellula primordiale? 1 su 10 alla 40.000. Come detto in altro post, i matematici ritengono che una probabilità su 10 alla 50 esima rappresenti un evento che non verificherà mai.
“In realtà il problema è ancora più ampio perché la membrana cellulare è una struttura complessa formata da proteine, zuccheri e grassi. Le attuali membrane cellulari sono dotate di canali e pompe che regolano l’entrata e l’uscita di sostante nutritizie, prodotti di rifiuto, ioni metallici, eccetera. Questi canali specializzati richiedono proteine altamente specifiche che non potevano essere presenti all’inizio dell’evoluzione della vita”; L. Orgel, evoluzionista.
Infine il problema del codice genetico; infatti di gran lunga più difficile da sintetizzare di tutto ciò che si è detto sino ad ora sono i nucleotidi rna e dna. Le probabilità di sintesi accidentale anche dei più elementari degli istoni (che avrebbero a che fare con il controllo dei geni) sono 1 su 20 alla 100, numero enorme che supera il totale di tutti gli atomi presenti su tutte le stelle e le galassie visibili nei telescopi astronomici. Infine ma non per ultima, ecco una nuova difficoltà per la teoria dell’evoluzione che si basa sul vecchio enigma: è nato prima l’uovo o la gallina?
“La formazione delle proteine dipende dal dna, ma il dna non si può formare senza una proteina specifica preesistente”; Hitching. Concludendo, cito il paradosso enunciato da Dickerson: “ dna e proteine si sono formate insieme ed in parallelo”.

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