Scusate, ma ho una crisi d’identità; ma dovè siamo? In quale paese viviamo? Dov’è finito il concetto di”Italiani, brava gente?” Qui ci s’indigna e si fanno fiaccolate, si ostacolano in tutti i modi sentenze passate in giudicato perché una persona in stato vegetativo permanente da 17 anni (quindi morta da 17 anni) non verrà più alimentata mentre ad altre persone, bambini, neonati, donne, uomini in carne ed ossa, pensanti, sofferenti, si toglie il diritto alle cure primarie, "consigliando" al medico di denunciarne il loro stato di clandestinità. Per divertirsi e non avendo altro meglio da fare, si da fuoco ad un senza tetto, un prete dice che i campi di concentramento erano “un parco giochi”; ma è possibile che la miseria economica in cui versiamo ci abbia impoverito in questo modo dei nostri valori, di quelli propri dei nostri genitori che pure quella stessa miseria (anzi peggiore e di gran lunga) avevano sopportato? E’ possibile che la subcultura televisiva ci abbia svuotato in tal modo? Se non altro per un semplice motivo di convenienza dovremmo scendere in piazza contro tale legge in procinto di essere promulgata dal nostro parlamento; chi tra i clandestini adesso andrà a farsi curare sapendo di poter essere denunciato ed arrestato? E le malattie di nuova importazione tipo tbc, sifilide, scabbia, gonorrea; chi ne controllerà la loro diffusione? E’ mia volontà a questo punto riconsegnare il tesserino di medico al Presidente dell’Ordine in segno di profondo dissenso nei confronti di questa legge, al di là d’ogni spunto ed ambito politico. Qui non si parla solo di solidarietà umana nei confronti di persone bisognose, ma si mette in discussione il senso stesso della professione medica, le motivazioni che spingono un uomo a curarne un altro, sacrificando spesso se stesso indipendentemente dal suo status e dalla presenza o meno di una carta d’identità. Si cancellano in un solo colpo anni di lavoro svolto con il solo intento di lenire le sofferenze altrui, si modificano le basi del vivere civile e della convivenza, stabilendo chi ha diritto di accedere ad un servizio medico e chi no quando esistono dettami chiari ed ineludibili di privacy, di dovere al soccorso e sanzioni in caso di loro mancato rispetto. Mi dispiace, ma questi italiani non sono quelli che conosco e che amo curare!
venerdì 6 febbraio 2009
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3 commenti:
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In Francia, un giorno un mio amico si è sentito male ed è andato di corsa in un centro sanitario che non conosceva. gli hanno chiesto se era in possesso della carta di soggiorno. ha detto di si. Gli hanno detto "Dispiace, ma cui si curano solo le persone "sans papiers" (senza documenti/clandestini)..vada là giu in piazza , c'è un altro centro". Voilà. Penso che gli italiani sono brava gente...sono i loro dirigenti che perdono la testa per il potere. Salutations.
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