Due anni di pronto soccorso, un’uscita in ambulanza(per un banalissimo trasferimento assistito di un paziente in neurochirurgia); dieci anni di guardia medica, decine d’uscite per codici rossi, tra cui anche gravi incidenti stradali mortali. Qualcosa quì non quadra.Ieri notte ero di guardia in ospedale psichiatrico (“qui non c’è pericolo di incappare in assistenza a qualche tamponamento a catena, pensavo”). Alle ore 7.55 ( a 5 secondi, pardon, minuti dal fine turno), mi telefona il portiere: “dottore, può venire fin qui perché c’è stato un incidente stradale proprio di fronte all’ingresso; un motorino è caduto a terra”. “Va bene, vengo a dare un’occhiata”. Tutto mi sarei aspettato di trovare tranne un’apocalisse stradale. Uno scooter con un diciassettenne ha impattato frontalmente con un furgone; parabrezza sfondato, moto disintegrata. Il giovane giace a terra con l’arto superiore destro fratturato e le gambe spezzate in più punti che hanno assunto posizioni innaturali ed irreali. Dalla gamba destra, attraverso uno strappo del vestito, fuoriesce molto sangue. Cosciente ed urlante per il dolore, si è tolto il casco. Dall’orecchio destro e dal naso, un rivolo di sangue. Dopo 15 minuti arriva l’ambulanza e a fatica lo carica e lo stabilizza. Stefano stava andando a scuola e ha compiuto un sorpasso azzardato. Speriamo che non gli amputino la gamba e che qualche emorragia interna (estremamente probabile dato l’entità dell’impatto) non se lo porti via. Da 30 anni guido la moto e qualche stronzata l’ho fatta anch’io. Purtroppo e sempre più spesso, vedo ragazzi e non più giovani guidare come se fossero in pista. Poco tempo fa un collega ha tolto le cornee in obitorio a due motociclisti spappolatisi contro un guard rail. L’anno scorso, una turista austriaca è morta con il casco ed il cranio sfondato da un sasso caduto da un dirupo in montagna. La calotta cranica era stata tolta (tagliata circolarmente dalle orecchie in su) per cercare di arginare il tremendo edema cerebrale conseguente; tutto inutile. Usata come fonte di pezzi di ricambio per trapianto. Un altro collega mi ha raccontato di quando si è trovato solo la testa mozzata di un motociclista nel tavolaccio dell’obitorio e di come sia stato difficile tenerla in sede per l’espianto dei bulbi oculari. Era un poco che non vedevo dal vivo una simile scena. Ai ragazzi bikers un consiglio: gli arti spappolati a rischio d’amputazione garantiscono sofferenze lunghe e penose. Riabilitazioni, quando va bene, altrettanto pregne di dolore e spesso la restituito ad integrum non è completa. Non né bello poi sfoggiare al mare cicatrici modello Vietnam e trovarsi a 20 anni senza la milza, il rene ed una gamba. Conviene usare un po’ di prudenza quando si guida. Non posso farvi sentire le grida dal povero ragazzo, ma vi garantisco che restano a lungo impresse nella memoria anche a chi, come me, ne ha viste veramente e controvoglia di tutti i colori.giovedì 6 novembre 2008
Guardia tranquilla? Mai!
Due anni di pronto soccorso, un’uscita in ambulanza(per un banalissimo trasferimento assistito di un paziente in neurochirurgia); dieci anni di guardia medica, decine d’uscite per codici rossi, tra cui anche gravi incidenti stradali mortali. Qualcosa quì non quadra.Ieri notte ero di guardia in ospedale psichiatrico (“qui non c’è pericolo di incappare in assistenza a qualche tamponamento a catena, pensavo”). Alle ore 7.55 ( a 5 secondi, pardon, minuti dal fine turno), mi telefona il portiere: “dottore, può venire fin qui perché c’è stato un incidente stradale proprio di fronte all’ingresso; un motorino è caduto a terra”. “Va bene, vengo a dare un’occhiata”. Tutto mi sarei aspettato di trovare tranne un’apocalisse stradale. Uno scooter con un diciassettenne ha impattato frontalmente con un furgone; parabrezza sfondato, moto disintegrata. Il giovane giace a terra con l’arto superiore destro fratturato e le gambe spezzate in più punti che hanno assunto posizioni innaturali ed irreali. Dalla gamba destra, attraverso uno strappo del vestito, fuoriesce molto sangue. Cosciente ed urlante per il dolore, si è tolto il casco. Dall’orecchio destro e dal naso, un rivolo di sangue. Dopo 15 minuti arriva l’ambulanza e a fatica lo carica e lo stabilizza. Stefano stava andando a scuola e ha compiuto un sorpasso azzardato. Speriamo che non gli amputino la gamba e che qualche emorragia interna (estremamente probabile dato l’entità dell’impatto) non se lo porti via. Da 30 anni guido la moto e qualche stronzata l’ho fatta anch’io. Purtroppo e sempre più spesso, vedo ragazzi e non più giovani guidare come se fossero in pista. Poco tempo fa un collega ha tolto le cornee in obitorio a due motociclisti spappolatisi contro un guard rail. L’anno scorso, una turista austriaca è morta con il casco ed il cranio sfondato da un sasso caduto da un dirupo in montagna. La calotta cranica era stata tolta (tagliata circolarmente dalle orecchie in su) per cercare di arginare il tremendo edema cerebrale conseguente; tutto inutile. Usata come fonte di pezzi di ricambio per trapianto. Un altro collega mi ha raccontato di quando si è trovato solo la testa mozzata di un motociclista nel tavolaccio dell’obitorio e di come sia stato difficile tenerla in sede per l’espianto dei bulbi oculari. Era un poco che non vedevo dal vivo una simile scena. Ai ragazzi bikers un consiglio: gli arti spappolati a rischio d’amputazione garantiscono sofferenze lunghe e penose. Riabilitazioni, quando va bene, altrettanto pregne di dolore e spesso la restituito ad integrum non è completa. Non né bello poi sfoggiare al mare cicatrici modello Vietnam e trovarsi a 20 anni senza la milza, il rene ed una gamba. Conviene usare un po’ di prudenza quando si guida. Non posso farvi sentire le grida dal povero ragazzo, ma vi garantisco che restano a lungo impresse nella memoria anche a chi, come me, ne ha viste veramente e controvoglia di tutti i colori.
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