lunedì 18 agosto 2008

Non ho parole!

Ma capitano tutte a me? Incredibili avventure che sono costretto a raccontare on air. Alcuni giorni or sono ho fatto la guardia medica nella mia solita, sfigatissima località di mare; verso le 3.00 vengo chiamato da un centro estivo per soggetti disabili in cui un’operatrice era rimasta “bloccata” con la schiena a causa del sollevamento di un ospite non deambulante. Avevo concordato con il mio interlocutore il ritiro di una ricetta per un antidolorifico per os e lo stesso si era detto pronto a venirla a ritirare. Dopo circa 20 minuti però vengo chiamato dall’operatore del 118 che mi domanda (con un velo di polemica) se fossi stato contattato dal tizio in questione che aveva richiesto l’intervento dell’ambulanza perché non automunito ed impossibilitato al ritiro della ricetta. Seguiva mega cazziatone (l’ambulanza non è un taxi sanitario ed altro). A questo punto, ormai sveglio e particolarmente innervosito, mi recavo al domicilio della paziente e praticavo un’iniezione intramuscolare di dicloreum e, dato l’importanza dei sintomi, anche se non mi è concesso come guardia medica( ma come "costretto a fare la guardia turistica gratis" per non beccarmi una denuncia per omissione di soccorso, abilitato), richiedevo una radiografia della colonna lombosacrale. Con l’occasione scoprivo che la donna è residente nel luogo dove ho la convenzione di medico di medicina generale. Purtroppo nel mio timbro appare l’indirizzo dell’ambulatorio dove esercito. Oggi, ore 18.05, tra l’altro dopo aver appreso con orrore che il collega di guardia ha fuso il motore e quindi sono costretto a coprire io il turno in quanto reperibile, si presenta in ambulatorio la ragazza qualificandosi come quella che avevo visitato quella notte. A parte il timore che tale circostanza esacerba immediatamente, la ragazza mi dice:“Tutto bene, ho fatto la radiografia e non c’è nulla di fuori posto. Il mio curante mi ha consigliato di eseguire comunque una risonanza magnetica. Non so se posso chiederle una cortesia: dato che non ho la macchina e non so come fare ad andare a ritirare il referto, può andare lei all’ospedale di *** per prenderlo visto che lavora anche là?” Sgomento, incredulità…che dire: “ok le faccio il piacere, mi faccia la delega”. Forse c’è un po’ di confusione in giro: l’ambulanza non è un taxi sanitario, ma anche il medico di medicina generale non è un fattorino. A cotanto ardire però non ho saputo negarmi. Ma non è mica finita qui; la mattina mi reco all'Ospedale di** che dista 20 chilometri dalla mia sede di guardia:all'uffico cassa mi dicono che il referto non è ancora pronto anche se da quanto riportato sulla delega risula possibile il ritiro dal giorno prima in poi. Spiego allora la situazione e l'addetta mi manda in segreteria di radiologia: "prenda il corridoio a destra, segua l'indicazione per il pronto soccorso, poi giri a destra e subito a sinistra. Segua la linea rossa poi quella blu, salga al primo piano e poi giri a sinistra". Con una leggerissima fatica arrivo a destinazione e rispiego la situazione. Fortunatamente il referto mi viene consegnato entro 5 minuti ma scopro che non era stato pagato il ticket. Cosa fare? Lasciare tutto li dopo tale odissea o scendere all'uffico cassa e pagare? Vado a pagare 35 euro e ritorno in segreteria di radiologia per ritirare la radiografia. A questo punto come avvisare la paziente con il pericolo che, già informata sulla negatività del referto non si faccia più vedere? Chiamo un collega della medicina associata per vedere se è una sua paziente, pregandolo di contattarla dicendole di venire con 35 euro a ritirare il plico. Magari se è il suo medico curante a chiamare, non fa la figura di merda di non pagare. To be continued....

2 commenti:

Anonimo ha detto...

fulvio !!! ma in che storia ti sei andato a ficcare !!!!!
kafka ti fa una pippa....

Richiesliv DÅ och NU ha detto...

Graci for dropping by at my site.

Hard to understand but no worries, I figure it out §:-)

Enjoy the w/end!

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